Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
anno
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1966
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pagina
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554
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Giacomo Martina S.ì.
neutralità, la confessione dell'impossibilità di opporsi alle iniziative belliche dei sudditi pontifici, il rifiuto di accettare la presidenza di una repubblica italiana. Ma scompare completamente il caldo tono di simpalia per la causa italiana, il compiacimento per i nuovi destini italiani che si andavano maturando in quelle settimane, rirritazione così viva nei confronti dei popoli tedeschi, il caratteristico proposito di ritirarsi a pregare per il bene della Chiesa, presentato quasi come l'unica soluzione possibile per risolvere il contrasto. È sviluppato invece a lungo il rifiuto di accettare la presidenza di ce una cotal nuova repubblica degli universi popoli d'Italia , e la replica alle accuse tedesche: le riforme attuate corrispondono in pieno ai consigli dati a suo tempo dalle potenze europee. Si avverte appena, anche per la posizione che ha nel testo, la frase che il Papa non condanna la guerra d'indipendenza: or Proseguiamo ed abbracciamo tutte le genti, popoli e nazioni con pari studio di paterno amore. Che se non di meno non manchino tra i nostri sudditi di coloro che si lascian trarre dall'esempio degli altri Italiani, in qual modo potremmo Noi contenere il costoro ardore? .
Mentre il testo originario, pur affermando la neutralità pontificia, non solo non condannava la guerra contro l'Austria, ma si mostrava completamente favorevole alle rivendicazioni italiane, la redazione ufficiale dell'allocuzione ribadisce fortemente il primo concetto, e lascia nell'ombra auasi del tutto il secondo. Si poneva così fine ad un equivoco durato troppo a lungo, ma se ne creava un altro non meno funesto, facendo credere che il Papa fosse contrario alle aspirazioni dei patrioti, e condannasse la guerra contro gli Asburgo. Il papa liberale diveniva ora il papa austriacante! Pio IX, che era di idee ben diverse, non si rese forse conto dello spostamento di accento proprio della nuova redazione, ed accettò con la sua consueta semplicità i tagli e le modifiche proposte, tanto più che esse realmente non costituivano una modifica sostanziale ai concetti tracciati di getto dal Capo della Chiesa. Quando poi si trovò di fronte ad una reazione imprevista, e del tutto ingiusta per lui (e per chi, oggi, può cogliere il suo vero pensiero), rimase amaramente sorpreso, ** non si rese conto che imperfet-
" Le prime impressioni del Papa dopo l'allocuzione sono riferite dal Bargagli nel suo dispaccio del 30 aprile: Egli dicevaci che come Italiano, vagheggia la prosperità italiana e ne considera l'Indipendenza e la foderai riunione, come il fondamento. Ma aggiungeva che come Capo della Chiesa, e coerente a quei principi di pace che aveva proclamato fino dal primo giorno del Suo regno, non doveva né poteva dichiarare la guerra ad una potenza che non gli aveva dato causa. Che a calmare l'effervescenza degli animi avrebbe con qualche atto cercato di togliere quella sinistra impressione, che e piaciuto agli esaltati di esagerare;, che se 'ciò non fosso bastevole, essere egli pronto a tutto, ne spaventarlo qualunque conseguenza fosso per venirne al Suo potere ed alla Sua Persona ed a quella dei cardinali. La Sua coscienza imperiosamente imporgli di sacrificar tutto al rimorso di poter aver dato causa allo scisma,. che minadeia la Germania. L'ani. Ltiizow, non è forse del tutto straniero, a si profonda