Rassegna storica del Risorgimento

PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
anno <1966>   pagina <555>
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V allocuzione' del 29 nwHe ÌHÌ8
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temente del nuovo equivoco, si affannò, in gran parte inutilmente, a chia­rire la sua linea politica con nuove dichiarazioni, come quelle del 1 e del 4 maggio, pensò infine nuovamente alla possibilità di un intervento contro l'Austria. E cosi, a poca distanza dall'allocuzione, i più qualificati teologi presenti a Roma furono interpellati sulla legittimità della partecipazione del Papa alla guerra d'indipendenza: era rimesso in discussione forse con sorpresa e disappunto del card. Antonelli il problema che sem­brava fosse stato definitivamente risolto alla fine di aprile. I pareri degli esperti, come abbiamo visto, furono in maggioranza negativi: e Pio IX, che aveva forse sperato segretamente di poter dar prova del suo amore all'Italia, dovette irrigidirsi nella neutralità.
Non per questo erano finite le sue perplessità. Egli aveva ben chiari tre punti: non tollerare alcuna diminuzione dei poteri essenziali della sovranità: opporsi ad ogni tentativo di ridurre l'Italia ad un solo Stato, perché ciò avrebbe implicato la perdita del potere temporale e quindi della
convinzione . <H S. Padre ha mantenuto la sua promessa di prendere occasione dàlie querele eccitate in Germania contro l'operate riforme, per far sentire le paterne sne esortazioni anco ai popoli italiani, onde non si lascino illudere, e sedurre dalle mene dei turbolenti, .che nemici della Italiana indipendenza tentano sconcertare l'ordine pubblico.
Se poi Ei lo abbia fatto colla richiesta energia, e se abbia colto un momento opportuno, quando i pacifici sentimenti, che Egli altamente al cospetto del mondo dichiara e protesta sono in contradizione col voto universale, e in modo sì grave com-promettono le sorti dell'Italia, e di tanti suoi sudditi, lascerò all'E.V. il giudicarlo.
Quanto a me, farommi lecito solo avvertire essermi sembrato atto altamente impolitico una professione di fede, che dimostra quanta sia la necessità che vengano nel Pontefice in collisione fra loro i suoi doveri di principe temporale, e di Capo della Chiesa >.
Notevoli pure i dispacci del Bargagli dei giorni seguenti: 6 maggio: Per quanto il suo cuore sia stato sensibile alla forte impressione che ovunque hanno cagionato le sue malaugurate parole, pur nonostante la sua convinzione religiosa è talmente profonda, da trionfare sopra ogni altro riguardo. Quella mattina stessa, Pio IX ha dichiarato al generale degli Scolopi che egli è sempre benevolo alla causa italiana, deciderà la vittoria di questa, ma persiste nel proposito di astenersi dalla guerra, con­eludendo con l'osservazione che mai il pontificato è stato tanto grande come fra le catene. Inutili sono gli sforzi fatti da ogni patte per rimuoverlo dal suo atteggia* meato. - 8 maggio; Pio IX è fra due fuochi, ma nel suo animo resta sempre pro­penso alla causa italiana. 19 maggio: Pio IX ha dichiarato al marchese Pareto cena i termini latini dm leggonsi nella suddetta allocuzione, non espressero al suo vero il concetto che Egli aveva gettato giù nella sua minuta* Che però, senza contradiro di fronte alle espresse parole, andava Egli quanto prima ad emettere una spiegazione tendente a mostrare che se aborriva il suo animo dalla guerra, non per questo cessava dal nutrì re sensi iinliiuii per Wudipendenza e grandezza della Penisola .
fj Cfr, la risposta alla magistratura comunale di Roma, 4 marzo 48: e Dichia­rare la guerra è prerogativa speciale e primaria del Sovrano, che intendo di non ce­dere a nessuno, e in sostanza 11 consiglio dato si riduce ad una vera abdicazione, a questa non m'indurrò che eoa l'estremo della violenza (G. GENTILI, La lettera <àt., p. 46I>.