Rassegna storica del Risorgimento

PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
anno <1966>   pagina <557>
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L'allocuzione del 29 aprile 1848 557
così da poter permettere l'intervento in una guerra ritenuta ormai difen­siva? Non sarebbe stata la prima volta che la curia interpretava sottil­mente un documento ufficiale, per aprirsi una via di ritirata.
La genesi della risposta all'indirizzo fu piuttosto laboriosa, e passò attraverso tre fasi. In un primo momento Pio IX si preoccupò soprattutto di distinguere tra guerra offensiva e difensiva, precisando che non era e non poteva essere contrario ad una guerra difensiva, ricordando che i suoi predecessori avevano difeso efficacemente lo Stato della Chiesa, e che egli stesso non era rimasto inerte davanti all'occupazione di Ferrara. Pur ricordando che egli non era contrario ad una legittima difesa, il Papa ricor­dava però, la scarsezza dei mezzi e la debole eco che la causa nazionale trovava nelle masse popolari.
Una seconda redazione, di altra mano, ignota, si limita a ripetere che il Papa non pronunzierà mai parole di guerra, senza distinguere tra offesa e difesa.
Al testo definitivo si arrivò con una terza redazione, interamente auto­grafa, ma corretta e tormentata. In un primo abbozzo, il Papa espresse i punti essenziali, relativi alla estensione della sua autorità come Sovrano temporale, e al rifiuto della guerra; il testo venne poi corretto e comple­tato qua e là.
In conclusione, la risposta data ai rappresentanti delle Camere espresse sì, il pensiero del Papa, ma le sue idee non erano chiare fin dal primo momento in cui egli si accinse a preparare il discorso. La prima, imme­diata reazione di Pio IX alla lettura dell'allocuzione dei deputati non era stata assolutamente sfavorevole, almeno per quanto riguarda il problema della, guerra, e solo una successiva riflessione, e, probabilmente, influssi estranei lo persuasero a mantenersi fedele alla linea politica enunciata solen­nemente due mesi prima. L'incertezza relativa all'intervento risalta mag­giormente, se paragonata alla fermezza con cui Pio IX, senza alcun'esita­zione, riafferma la pienezza dei suoi diritti sovrani.
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Possiamo ormai raccogliere le nostre conclusioni.
La decisione di pubblicare una dichiarazione ufficiale sulla posizione della S. Sede di fronte alla crisi politica del marzo 1848 risale almeno al 27 marzo, quando le truppe pontificie erano già partite da Roma. Si parlò prima di due atti distinti, rivolti all'Italia ed all'Europa, poi di uno solo, limitato alTltalia, per decidersi poi, quattro giorni prima della pubblica­zione, a dare al documento un carattere universale. L'allocuzione era desi­derata ed attesa con ansia da diverse parti, ma con fini diversi: da Torino e soprattutto da Firenze in funzione antirepubblicana ed antidemocratica, limitata esclusivamente all'Italia, dal Papa come una confutazione solenne