Rassegna storica del Risorgimento

PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
anno <1966>   pagina <559>
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Vallocuzìone del 29 apule 1848 559
firma alla loro petizione (firma che però manca nell'esemplare di archivio). La prontezza a dissimulare e a fingere, la capacità di evitare aperte prese di posizione, la preoccupazione di mantenere il proprio dominio in Ogni eventualità, costituiscono alcuni tratti salienti della fisionomia morale del cardinale, dotato di una prudenza umana, terrena, deteriore, perché il più-delie volte priva di qualsiasi afflato soprannaturale, e perciò destinata spesso a ritorcersi contro di lui., con danno della causa che egli sincera­mente difendeva.
L'allocuzione del 29 aprile segna indubbiamente un momento cruciale nel governo di Pio IX. Certamente la divergenza fra le due redazioni pro­vocò un'impressione diversa da quella voluta dal Papa, e l'opinione pub­blica, poco incline a cogliere le sfumature dei documenti, fini per travi­sare il pensiero del Pontefice. Si disse allora e si ripete anche oggi qua e là che il Papa condannava la causa nazionale, e il Corboli Bussi che pure ignorava la storia del testo, deplorava fin d'allora l'equivoco.1} Di qui le accuse di tradimento, la reazione troppo ovvia, l'odio che succedeva al­l'amore, il crucifige all'osanna.
Ma, anche interpretando il pensiero di Pio IX quale appare dal testo autografo, che ci permette di cogliere immediatamente il pensiero del Pon­tefice, l'allocuzione si presta a forti, critiche. Finiva l'equivoco durato troppo, per la mala fede degli uni e le incertezze degli altri, sulle reali intenzioni del Papa, che si era proposto soltanto di migliorare Pam in i lustrazione del suo Stato, senza uscire dai limiti di un dispotismo illuminato o paterna­lismo, ammettendo come limite massimo la Consulta senza voto delibera­tivo, e che cercava di diminuire l'influsso austriaco e, se possibile, ottenere l'indipendenza del Lombardo-Veneto attraverso una lega politica, cioè con mezzi pacifici. Il Papa non poteva prendere parte ad una guerra, anche se la riteneva giusta, anche se auspicava cordialmente la vittoria delle armi italiane e l'indipendenza della penisola, oc dalle Alpi allo Stretto , anche se non si pentiva di aver benedetto l'Italia.
D'altra parte, la linea scelta dal Papa nessun intervento ufficiale, ma nessuna condanna di quanto fanno i sudditi di loro iniziativa im­plicava gli inconvenienti già lucidamente puntualizzati dal Gabinetto ro­mano il 25 aprile: non poteva soddisfare l'opinione pubblica austriaca, **'
J) A. MANNO, op. citi, pp. 294*295.
27 II Viale Preti, che pure aveva tratto un grosso sospiro di sollievo aUn nati zi del Pai locazione (< Credei veramente elio la medesimi) mi fosso recata da un Angelo, perché non poteva giungere in un momento più- opportuno , 13 maggio), pochi giorni dopo riferiva che la partedparioue delle troppe pontifìcie alle operazioni militari continuava a dare motivo alla stampo protestante per attaccare hi Chiesa ed incitare allo scisma (14 maggio). L'accusa mini esplicitamonto rivolta al Monchini, cui il pre­sidente del Contiguo austriaco dine: *J'al favata mot un unitemi. Vous tir ex sur