Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
anno
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1966
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Giacomo Mari ina S.J.
equivaleva ad una chiara dimostrazione di impotenza, ad una pratica abdicazione dalle funzioni di principe temporale.1J Falliva insieme, nella forma e nella sostanza, resperimento di un governo costituzionale, che tentava di realizzare la distinzione e le cooperazioni tra il potere civile e quello ecclesiastico, riuniti al vertice nella persona del Sommo Pontefice.-* Nasceva la questione romana.8*
All'inizio di questo studio abbiamo posto alcune domande, a cui ora siamo in grado di rispondere.
L'allocuzione riflette certamente delle convinzioni personali di Pio IX, che tuttavia in lui non erano chiare fin dal primo momento, e che si maturarono anche per le pressioni della curia, favorite dall'assenza del Corboli Bussi. D. 29 aprile Pio IX non ritratta quanto ha detto il 30 marzo, come ha affermato l'Omodeo: 4) alla fine di aprile egli ritiene ancora sicura la
npus (F. GENTILI, La mediazione di Pio LX fra Carlo Alberto e Ferdinando d'Asburgo nei dispacci Monchini del 1848, in Rivista d'Italia, luglio 1915).
*) Cfr. A. MANNO, op. cit., pp. 294-295 : Fa causa di gravissimo detrimento della dignità sovrana, quella infelice confessione, che il Papa non avesse pia alcuna forza d'impedire ciò che disapprovava... L'allocuzione... diede alla autorità del Principe un colpo fatale, lasciando che i disubbidienti serbassero la bandiera pontificia ... non senza un poco di contradizione, di coi l'Austria ebbe pare la moderazióne di non abusare. Cfr. pare The Edinburgh Review, gennaio 1851 (riportata da L. DE BUCGIERO, Inghilterra e Stato Pontificio nel primo triennio di pontificato di Pio IX, in Archivio détta Società romana di storia patria, a. LXXVI (1953), pp. 124-125): Pio IX non compi il suo dovere, perché, o doveva portare in atto la sua protesta, o doveva lasciare il potere che non poteva più esercitare . E Pellegrino Bossi scriveva nelle Lettere di un dilettante di politicai Al Papa offerì va nsi due partiti: l'intervento pacifico e la guerra... Né l'uno né Poltro fu arditamente prescelto. Si ondeggiò fra i due... La guerra non fu né dichiarata né impedita. Il paese fé* un po' di guerra; il Papa servò la pace*. Cfr. anche B. LAMBRUSCHINI, op. cit., pp. 208-209.
2) Valgano le osservazioni del SALVATORELLI, Prima e dopo il Quarantotto, Torino, 1948, p. 128, sulla paradossale situazione del Gabinetto costituzionale romano: come organo costituzionale, esso aveva il diritto e il dovere di essere messo al corrente della decisione di Pio IX, e in coso negativo doveva dare le dimissioni. Bisogna però ricordare che l'art. 38 escludeva dalla discussione dei Consigli legislativi quanto si riferiva alle relazioni diplomatico-religiose della S. Sede all'estero. La stessa norma implicitamente si applicavo al Consiglio dei Ministri, il quale reslava cosi escluso da ogni consultazione sulle questioni che potevano assumere importanza vitale per lo Stato,
) Cfr. l'opuscolo di PIER ANGELO FIORENTINO, Commento all'ultima allocuzione di Pio IX, Roma 30 aprile 1848, anno l della redenzione Ualiaiun L'autore rispetta gli acrupoU di Pio TX, gli serbo gratitudine por quanto ha fatto: ma poiché dall'allocuzione rifalla l'impossibilitò in cui verta il Papa di guidare il moto nazionale, e quindi la separazione del potere spirituale da quello temporale, d'oro in poi rimila farà da é. Se Pio IX rifiuta, il popolo italiano non ha abdicato . Nello stesso senso si esprimeva il LAMBRUSCHINI, op. cif pp. 210*212: e L'altra parlata era quella dì... separare la Potestà temporale da quello spirituale.
4) OMOBEO, op. ci/.., p. 550. Pio IX (il 30 marzo) perdette ogni cautela di riserve, e credette anche lui, troppo prcniuiuraiucnto, die l'aquila d'Austria avesse perduto