Rassegna storica del Risorgimento

SARDEGNA (REGNO DI) ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1919>   pagina <352>
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Garibaldi e il Governo Sardo nel settembre del 1848
V*è un punto della storia garibaldina, che (salvo errore) non è ancora perfettemente conosciuto : la natura, cioè, dei rapporti corsi fra il Governo sardo ed il Generale nel settembre del 1848.
Perciò, essendomi venuti fra le mani documenti atti a rischiarare alquanto queste relazioni, m'affretto ad attirare su di essi l'attenzione degli studiosi, lieta di portare cosi nuova luce su questo argomento.
È noto che, non appena giunse al di là dell'Oceano la notizia delle riforme concesse da Pio IX e del movimento liberale propaga­tosi nella penisola, Garibaldi, raccolta una schiera di giovani ani­mosi, salpò alla volta d'Italia, lasciando la terra ospitale che l'aveva accolto e per la quale egli sì era fino allora battuto da leone. Quei 63 uomini, che dal brigantino Speranza il 15 aprile 1848 salutavano la patria d'adozione, ad altro non anelavano che a recare alla vera patria il soccorso della loro spada, il sacrifizio della loro vita.
Era intenzione di Garibaldi sbarcare sulle coste della Toscana per suscitare la rivoluzione e per iniziarvi una guerra di bande simile a quella che l'aveva reso vittorioso in America. Ma costretti a toccar terra a Santa Pola per provvedere vìveri adatti all'Anzani, ammalato, i reduci vi appresero gli ultimi fatti gloriosi, la concessione degli Statuti; le Cinque giornate, la guerra intrapresa dal Piemonte contro l'Austria; notizie che provocarono la decisione di sbarcare a Nizza, anziché in Toscana.
Bd il 21 giugno sbarcarono a Nizza, Che pochi giorni dopo lascia­vano per recarsi a Genova, premendo loro di venire subito alle mani cogli Austriaci. Garibaldi, senza frapporre indugi, raggiunse tosto il Quartier generale di Roverbella, dove il Re lo ricevette affabilmente,