Rassegna storica del Risorgimento
PIO IX PAPA (GIOVANNI MARIA MASTAI FERRETTI)
anno
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1966
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pagina
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567
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L'allocuzione del 29 aprile 1848 567
Nella seconda parte del fascicolo alcune pagine sono state stese fino a cibi que volte. L'ordine delle pagine nel fascicolo è il seguente: 1, 2 3, 4, 5/2, 5/1, .5, 6/1, 6/2, 6/3, 6/4, 6/5, 7/1, 7/2, 8.
Pensieri e memorie per un'allocuzione
A
Allegato
Nelle istruzioni date al card. Spina pel Congresso dì Lubiana si ha gran cura di premunirlo contro le proposizioni, clie potrebbero largìisi di Stato fede* rativo. ài Consulta con voto deliberativo, di Secolarizzazione d'impieghi ecc. Contro queste il Legato pontificio doveva essere fermissimo, e non accettar nulla neppure ad referendum. Non esiste un atto, che manifesti il volere delle Potenze per esigere ciò allora dal Governo Pontificio: ma non dovevano mancar elementi per suggerire almeno la probabilità, se contro esse il Legato Pontificio fu premunito con istruzioni quanto precise, altrettanto ragionate, e in tutta l'estensione del termine positive.
Più tardi ebbe luogo quest'Atto solennissimo (per dir così) e precisamente nel 1831 coi famoso Memorandum presentato dai Rappresentanti delle cinque principali Potenze d'Europa. In esso fra le altre cose / si raccomandava
1. L'organizzazione di Municipi eletti dal popolo.
2. L'organizzazione di Consigli Provinciali.
3. La creazione di un Consiglio di Stato o Consulta nominata dal Sovrano.
4. Fissazione chiara e precisa delle basi, nelle quali si intenda fondare la nuova Amministrazione dello Stato.
1) Applicazione dei miglioramenti non solo alle Province rivoluzionate, ma anche a quelle che rimasero fedeli alla Capitale.
2) Ammissibilità generale de' laici alle funzioni amministrative e giudiziarie.
In questi due punti s'insiste particolarissimamente, e si definiscono anche come due principij vitali.
Moltissime di queste modificazioni furono o eseguite o promesse dal Governo di allora, come consta dall'Editto del Card. / B emetti del 5 Luglio 1831: il qual Editto fu comunicato senza indugio ai Signatarii del memorandum. Essi lo accolsero con belle parole; ma non mancarono tutti di far capire, che vi sì trovavano incompletamente eseguiti i principi raccomandati nel Memorandum. - il Ministro di Prussia (Bunsen) non contento di esprimersi come gli altri in una semplice Nota, ne fece un'altra, ove pretese esporre con più diffusione le teorie, che voleva insinuare alla Santa Sede e in particolar modo insisteva sulla necessità di ammettere le elezioni popolari, e di dar voto delibera' tivo alla Consulta o Consiglio di Stato. Non poteva essere più chiaro, che ai voleva mettere la Santa Sede in un sentiero Costituzionale.
- L'ambasciatore austriaco (Liitzow) insisteva egli pure sul dar più coni* pietà esecuzione al Memorandum, ed anzi con lettera del 27 giug.u raccomandava molto il contenuto di una Nota, ch'egli aveva ricevuto dal suo Collega Amb.re Aust.o fai Parigi (Apponìj) / accludendone copia. In essa sopratutto si raccomandava