Rassegna storica del Risorgimento

SARDEGNA (REGNO DI) ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1919>   pagina <354>
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354 Teresa Bwttim
conquistata dai Milanesi, Ma ora che il pensiero, sciolto l'iniquo freno alla sua manifestazione, già diffuse per tutte le menti quella suprema verità che suona sterminio dei tiranni, ora che l'opera da infiniti elementi rafforzata, si può coordinare e la prestano già numerosi corpi emancipati dagli interessi regali, ora che sono smascherati quei traditori che pigliarono le redini della rivoluzione per annichilirla ; ora che sono note le ragioni dell'eccidio a Goito, delle mitraglie, delle febbri a Mantova, dell'estermìnio dei prodi Romani e Toscani e delle codarde capitolazioni, il popolo non vuole più inganni... Noi vagheremo sulla terra che è nostra, non ad osservare indifferenti la tracotanza dei tra­ditori ne le straniere depredazioni, ma per dare all'infelice e delusa nostra patria l'ultimo nostro respiro, combattendo senza tregua e da leoni la guerra santa, la guerra dell'indipendenza italiana 1 !
Parole terribili che non dovevano né potevano cancellarsi tanto presto dal cuore di Carlo Alberto e degli amici della monarchia, dal cuore di quanti non credevano nel tradimento del Re, parole del resto troppo facilmente spiegabili, quando giustamente si valuti il momento in cui furono scritte e l'angoscia mortale di chi le scrisse.
Poi, non pago di questo, nel medesimo giorno Garibaldi, requisiti ad Arona due vapori, salpava coi suoi alla volta di Luino ed alla Beccaccia riportava un primo successo contro gli austriaci. Ma ben presto dovette deporre ogni speranza di rivincita, *poichè le popola­zioni ormai sfiduciate non intendevano punto riprendere una offen­siva : allora respinti un'altra volta gli Austriaci, a Morazzone, coi valorosi compagni si aperse un varco fra i nemici, che lo accerchia­vano, passò in Svizzera, poi in Francia e finalmente in Italia.
Quale linea di condotta seguisse in queste contingenze il comando supremo dell'esercito verso il Garibaldi fu egregiamente chiarito dallo studio del Cavaciocchi sulle Prime gesta di Garibaldi in Italia a; qualcosa ancora è da aggiungersi intorno al contegno che il Governo sardo assunse verso di lui.
Ma, anzi tutto, quale era la posizione reciproca del Governo e del Generale in questo momento? All'eroe che tornava colla coscienza del proprio valore col proposito di servire l'Italia e combattere i nemici di lei, comunque fossero i colori politici che guidassero i nostri alla guerra di emancipazione,8 di perdonare a chi nel '34- l'aveva condannato a morte e costretto a condurre una vita di stenti, lungi
1 V. il tosto del proclama in. 0. Rocoa, art. cài, pag. 236-237. 3 Rivista miliiare italiana - aauo IJII, 8, 1917. GARIBALDI, Memorie autobiografiche, p. 191.