Rassegna storica del Risorgimento

SARDEGNA (REGNO DI) ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1919>   pagina <355>
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Garibaldi e il Governo sardo nel settembre del 1848 855
dalla terra natale, all'eroe, dico, non poteva non sembrare dura l'acco­glienza ricevuta dal Governo sardo ed il rifiuto opposto alla sua ri­chiesta di poter sacrificare la vita a vantaggio della Patria 1
D'altra parte, poteva il Governo sardo dimenticare d'un tratto che quattordici anni prima il Generale, affigliato alla Giovane Italia, aveva preso parte alla rivolta mazziniana, poteva, per il solo valore, accettare senz'altro nell'esercito un uomo; che avrebbe ben potuto in seguito usare di quel medesimo valore ed esercitare il suo fascino irresistibile in mezzo ai soldati regi a danno della monarchia ?
A noi, che siamo edotti dagli avvenimenti posteriori, la condotta del Governo sardo in quell'occasione può sembrare assai meno giu­stificabile di quanto lo fosse in realtà; ma se ci trasportiamo a quei tempi, se ripensiamo alle condizioni di quel momento, in cui il Maz­zini a Milano andava tramando a danno del Re, non è difficile com­prendere l'esitazione di quei governanti, nessuno dei quali poi pos­sedeva la fulminea intuizione del Cavour, che, solo, seppe in seguito-valutare esattamente ed usare del vantaggio, che ogni uomo poteva recare alla santa causa.
Da un altro lato facilissimo è il comprendere quale dovesse essere l'angoscia di Garibaldi all'annuncio dell'armistizio Salasco, e come, in quel momento di generoso sdegno la sua penna osasse accusare, anzi insultare, pubblicamente l'Augusto Vinto; facilissimo quando si ponga mente che innumerevoli furono gli Italiani che credettero nel tradimento del Re; iacilissimo del pari il comprendere, come quel­l'uomo, punto abituato ai maneggi della diplomazia e fiducioso solo nelle armi, volesse continuare la guerra quando già il Governo regio l'aveva interrotta, senza preoccuparsi dei gravi imbarazzi, che quella sua azione militare poteva creare al Piemonte.1
Certo è che la condotta di Garibaldi fu dapprima negli ambienti governativi giudicata con una severità estrema: ne fa fede la nota ufficiale che il 17 agosto compariva - fulmine a ciel sereno, per gli ammiratori di Garibaldi - sulla Gazzetta Piemontese.2 In essa ve-
i Egli infetti il 6 agosto scriveva al generale Griffini di Brescia: Avrete udito a quest'ora la capitolatone di Carlo Alberto, l'evacuazione della citta di Milano delle truppe piemontesi e l'altre nuove. Tutto questo non ha che fare con noi. La guerra italiana contro l'Austria continua, finché vi sono uomini che sanno e vogliono farla . Epistolario di G. Garibaldi con documenti e lettere inedite race, e ann. da E. T. Ximenes. Milano (B. d.), voi I, pp. 18-19. A proposito delle difficolta create da quest'azione al Governo sardo vedi lo studio già citato del
Oavaciocchi.
1 Gazzetta Piemontese , n. 218, 17 agosto 1848.