Rassegna storica del Risorgimento

CAPOMAZZA CARLO
anno <1966>   pagina <594>
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IL BRIGANTAGGIO MERIDIONALE Jf, ED IL PENSIERO DI CARLO CAPOMAZZA H
Fa meraviglia l'interesse che i problemi del Meridione suscitano in strati sempre più ampi dell'opinione pubblica: la stampa moltiplica, di giorno in giorno, i suoi interventi e la storia meridionale viene scrutata con crescente passione.
È, però, da notare una singolare coincidenza di tempi: prima dell'avvento del fascismo, nel momento precisamente in cui, tramontata una certa storio* grafia agiografica, si iniziava una approfondita analisi della crisi meridionale del 1860 ed al momento dell'affacciarsi di nuove forze politiche alla ribalta della vita pubblica italiana, si ebbe un fiorire di studi meridionali, so basi solida* mente scientifiche, simile, sotto molti aspetti alla situazione attuale delle inda­gini storiche.
Tale coincidenza non sembra fortuita: per un caso che dà ampia materia di meditazione, gli studi meridionali fioriscono nei periodi in cui la democrazia e la libertà fanno un passo avanti; e non è strano, in questo senso, che gli strali e le persecuzioni del fascismo colpirono, forse con maggior ferocia, nomini che, attraverso tali studi, misero in luce la falsità del dogma unitario, inteso nella comune accezione oleografica e di maniera, che ne stemperava e nascondeva i contrasti e le lotte.
Riguardo alle correnti interpretative della storia meridionale, bisogna ri* chiamare alcuni concetti di base: Ruggero Moscati, nella prima parte della relazione sulla crisi finale del regno delle Due Sicilie, tenuta al XXXVI con­gresso di storia del Risorgimento, traccia un succinto schema della storiografia sulle ultime e decisive vicende del regno delle Due Sicilie, rilevando l'esistenza, al riguardo, di almeno due filoni storiografici. L'uno, che assurse a storia uffi­ciale nel primo quarantennio unitario ed oltre, vide i numerosi e vitali problemi del Mezzogiorno e della sna storia in una luce eminentemente politica e par­ticolarmente unilaterale. Gli storiografi di tale corrente non studiano dall'interno la fine del Regno, ma rendono un quadro puramente agiografico del patriotti­smo meridionale, sulla scorta, per lo più, del materiale autobiografico degli stessi protagonisti vittoriosi.
Benedetto Croce per primo, diede una prospettiva più reale alle vicende storiche del Napoletano nel periodo risorgimentale, mediante un'analisi inte­riore dei fatti e delle correnti di pensiero che, contrastando con la politica dello Stato borbonico, dedicarono le loro forze all'abbattimento di esso1); anche se gli studi del Croce contribuirono alla conoscenza profonda della spi­ritualità meridionale, è pur vero che tale indagine fa circoscritta ai motivi ideali di una classe ed al progressivo formarsi, in seno ad essa, di un convin­cimento liberale ed unitario.
A tale visione, limitata essenzialmente al ruolo assunto nel Risorgimento meridionale dal patriottismo liberale, espressione di nna classe, come quella borghese,91 non sempre conscia o non sempre attenta a problemi d'indole so-
*J B. CROCE, Lina famiglia di patrioti* Bari, Laterza, 1927. *) Per una analisi dei rapporti fra le class! sociali meridionali e della loro ori­gine, vedi: LUIGI BLANCH, Scritti storici a cura di B. Croce. // Rogito di Napoli dal