Rassegna storica del Risorgimento

SARDEGNA (REGNO DI) ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1919>   pagina <360>
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Teresa Bustini
Delle due ipotesi la seconda mi pare la più probabile; certo, ad ogni modo, Garibaldi dovette prevenire con le sue rapide mosse i provvedimenti governativi, poiché il 9 settembre il Governatore di Nizza riferiva al ministro della guerra che Garibaldi giunto a S. Lo­renzo del Varo, gli aveva fatto domandare se avrebbe potuto libe­ramente portarsi a Nizza e aggiungeva di aver risposto mancargli a di lui riguardo alcun ordine superiore e solo saperne quanto era stato inserto in un articolo della Gazzetta Piemontese.1
Spedito o no il dispaccio, l'importanza delle due minute non di­minuisce per questo; esse ci segnano la strada percorsa dall'opinione ministeriale riguardo a Garibaldi: opinione severissima dapprima, poi più concilliante, più mite.
In seguito il Governo non solo rinunciò all'idea di allontanare Garibaldi dagli Stati sardi : ma non pensò neppure ad effettuare il minacciato processo, accontentandosi della promessa del Generale di tenere quella condotta, che non rechi né causa, né motivo di perturbazione .a
Ancora: il 18 settembre '48 (cioè solo 10 giorni dopo) il Governo dichiarava per bocca di Pietro di Santa Rosa la sua ferme intenzione di avere per Garibaldi tutti quei riguardi, che non fossero in contrad­dizione coi propri doveri, e di valersi, al caso emergente, della spada di Garibaldi a beneficio della causa, a cui si dedicò.8 Si poteva pre­tendere di più? Mi pare che dagli avvenimenti del '48, dalle due mi­nute e dalla lettera del Santa Rosa al Ricardi, si renda evidente non solo la posizione reciproca di Garibaldi e del Governo, ma ancora, e specialmente, la larghezza di vedute, la liberalità e la generosità di Carlo Alberto e dei suoi ministri in quel triste autunno del 1848.
TERESA BOTTINI.
1 Lettera, del Santa Uosa al Bicordi già o!t.
5 V. nota precedente.
s OAVACIOCOHI, storia oit. p. 1129.