Rassegna storica del Risorgimento
AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D' ; LUDOLF GUGLIELMO
anno
<
1919
>
pagina
<
363
>
Lettere inedite di Massimo d'Azeglio a Guglielmo Ludolf 363
per U suo strano contegno venne richiamato, fu accreditato presso il Governo piemontese in qualità di incaricato d'affari. Avvenuto in seguito il definitivo licenziamento del Leopardi, il Ludolf gli successe come ministro straordinario presso la Corte sabauda e la Confederazione elvetica. Successivamente fu in Baviera, dove negoziò il matrimonio dell'ultimo Re di Napoli, e di là passò in altre capitali europee sempre al servizio dei Borboni. Dopo il sessanta tosse da privato, e solo accettò uffici amministrativi nella città di Napoli, come rappresentante del partito cattolico, della cui partecipazione alla vita pubblica fu convinto propugnatore.
Tema delle lettere del D'Azeglio è dunque, a parte al, resto, la ripresa delle relazioni diplomatiche fra Napoli e Torino. Come era avvenuta la rottura?
Dopo i fatti del 15 maggio in tutta Italia ebbero luogo violenti dimostrazioni contro Ferdinando II, a cui si attribuiva a torto la responsabilità del sangue versato. Tali proteste assunsero proporzioni abbastanza gravi in Piemonte per ragioni che non occorre dire qui. A Torino, appena la Gazzetta Piemontese ebbe divulgato un supplemento speciale con varie lettere e corrispondenze* che narravano i fatti in modo tendenzioso, il popolo esasperato scese in istrada, tumultuando ed imprecando all'indirizzo del Borbone. Durante la di-* mostrazione una bandiera dai colori napoletani venne lacerata e vituperata in mille modi.1 Peggio accadde a Genova, dove la folla furente trasse in massa alla sede del Consolato, strappandone le regie insegne e bruciandole, e pochi giorni dopo impedì al nuovo console Ruiz, che si recava a sostituire il suo predecessore Làoy, di scendere dal legno sii cullerà Imbarcato.3
Alle proteste popolar* si associarono,: i giornali, che unanimi non risparmiarono ingiurie al Re di Napoli,; formulando l'augurio di vederlo presto sbalzatoci trono? Ed un?eco se n'ebbe anche nella Camera dei deputati, ove, dopo violenta discussióne, il genovese Amedeo Ravina propose un ordine del giorno di riprovazione e d'indignazione, che il Governo, per bocca del ministro degli esteri Pareto., dichiarò di non poter accettare per mancanza di informazioni ufficiali sugli avvenimenti-8
Non protestò allora il Pareto per le parole offensive pronunziate
1 AiiGBivao DI STATÒ IN ISTAPOLE Affari esteri- Sardegna. Fascio 2016. Ludolf a Dragonetli, 23 maggio 1848.
a ivi. Console Bnlz al Cariali, Marsiglia, 30 maggio 1848. Dispaccio Ludolf dot 23 maggio oli
a