Rassegna storica del Risorgimento
AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D' ; LUDOLF GUGLIELMO
anno
<
1919
>
pagina
<
364
>
364
G. Paladino
in pubblica Camera all'indirizzo di Ferdinando II, e nemmeno si curò dopo di presentare le sue scuse per quanto era avvenuto. Questo contegno dispiacque vivamente al Governo napoletano,1 il quale per rappresaglia alcuni mesi dopo si rifiutò di ricevere il senatore Giacomo Plezza, incaricato dal Gioberti di trattare la lega italiana - già proposta nel marzo dal Gabinetto di Napoli e respinta dal governo piemontese -3 per il motivo non ingiustificato cbe il Plezza aveva fatto parte del Ministero, cbe aveva lasciato impunemente insultare il sovrano per istrada, nella Camera e su per i giornali.
Nel frattempo le relazioni tra i due Governi si erano raffreddate ancora più per la questione siciliana. Non grata impressione aveva prodotta a Napoli la proposta Ravina di riconoscere il Governo di Palermo, presa in considerazione dalla Camera;8 e generali riprovazioni sollevò più tardi la condotta, a giudizio dello stesso D'Azeglio, alquanto incerta, cbe il Gabinetto di Torino tenne in'occasione dell'offerta della corona fatta dai Siciliani al Duca di Genova, quantunque questi come è noto - rispondesse con un rifiuto.
Per tali motivi i rapporti diplomatici vennero rotti e il Ludoli' abbandonò Torino, portandosi in Isvizzera, dove dette prova di grande abilità negoziando le capitolazioni delle truppe al servizio di re Ferdinando.
A Berna il Ludolf ricevette le prime due lettere qui pubblicate (la terza è diretta a Napoli e l'ultima a Ginevra) che ci apprendono come il D'Azeglio, appena elevato alla carica di primo ministro, si adoperò a risolvere la vertenza, ed inviò a Napoli - egli per primo -il conte Augusto di Colobiano. Evidentemente il Governo sardo ci teneva alla ripresa delle relazioni per amor di pace e per ragioni economiche ; in caso diverso non si spiegherebbe perchè esso mandasse il suo rappresentante, prima che da parte del Borbone fosse venuto
1 Che il Governo piemontese fòsse intimamente ostile a quello napoletano risulto, fra l'altro, da questi due brani di dispacci indirizzati dal Ludolf al Cariati. Diceva il L. in un dispaccio del 25 maggio : in quanto a questo Governo, non ho trovato in esso quella corrispondenza che io credeva a degli avvenimenti che pur dovrebbero interessarlo ; e aggiungeva più tardi - il 18 giugno - : / Governo sa? guita a mostrarmi piuttosto incredulità negli affari di Napoli, e pare che con eerto piacere si studi di darmi le nuove cattive. (Fascio 2016 oifc)
i Vedasi il mio studio sull'argomento apparso nella * Eassegna storica del Risorgimento , IV (1917).
s leopardi a Iiudolf, Veleggio, 18 giugno 1848. Carte Ludolf della Società di Storia patria napoletana : 3 corr. XIL P, 3, 8.