Rassegna storica del Risorgimento
AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D' ; LUDOLF GUGLIELMO
anno
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1919
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pagina
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369
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Lettere inedite di Massimo d'Azeglio a Guglielmo Ltidolf 369
Ti prego di mettermi ai piedi della signora Contessa, e, senza farle un ritratto della nostra amabilità che alla prova troverebbe poi forse flatté, dille però che siamo forti sul capitolo della buona volontà, e che l'abbiamo grandissima, ed io in particolare, di renderle questo soggiorno meno noioso che sia possibile.
Ti prego di rammentarmi al Conte ed alla Contessa Ludolf ed alla gentile signorina Norma,1 e credimi di cuore
aff.mo AZEGLIO.
Siamo di nuovo in baruffa coli'Arcivescovo.8 Colobiano te ne potrà dare l'istoria. Mi aspetto una bordata del P. Taparelli8 nel-Vlnwoiltà Cattolica. Se mai l'incontrassi, digli che farò come alla battaglia di Pontenoy : A vous, Messieurs ! e lo lascerò tirare il primo.
[Lo stesso allo stesso. Torino, 2 gennaio 1852].
Caro Guglielmo,
ti ringrazio della premura che mi dimostri, e mi affretto a corrispondervi dandoti nuove della mia ferita, la quale, dopo lo Statuto piemontese, è la sola cosa rimasta degli avvenimenti- del '48. Sono da due mesi in casa, o a letto o sul sofà. Non v'è niente di sinistro; ma non si guarisce. La Facoltà s'è determinata a provare l'introduzione d'un ferro chauffé à blatte nell'osso ammalato, e alla bella stagione mi procurerò questo piacevole passatempo. Speriamo che riesca, e che possa essere ammesso di nuovo nella classe dei bipedi.*.
Le nostre baruffe con Napoli sono terminate felicemente. Manca
1 H conte Giuseppe Costantino, sul qnale scrisse il G-ALLAVUESI nella Bérne d'histoire àlplonratìquei del 1905, e la contessa Tecla "Weyssenhof, sua moglie. Korina Iradolf figlia di Giuseppe e sorella di Guglielmo sposò, come si sa, il Pianella
a L'arcivescovo di Sonno Iiulgi Franzoni, condannato nel maggio 1850 per essersi opposto all'esecuzione delle leggi siccardiane. La barn/fa a cui qui si accenna fu provocata dal contegno di monsignor Franzoni nella questione dei sacramenti al ministro Santa Eosa.
Il gesuita P. Taparelli, fratello di Massimo.
'* Queste sofferenze del D'A. per la ferita riportata al Monte Borico, e della ~- 'gaale jxon era ancora guarito purfoMamente, influirono - come si sa - al suo ritiro dal Governo, dovuto a un complesso di ragioni varie.