Rassegna storica del Risorgimento
BRACCIANTI ROMAGNOLI OSTIA 1884
anno
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1967
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pagina
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73
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JM vita dei, braccianti romagnoli ad Ostia 73
quante volte avrebbero ceduto gli argini del Tevere, essendo piccoli e un po' stretti . Il Questore restò un po' a pensare e mi disse: t Io vi do il permesso, pero attenti a non usare bombe, perdio quelle sono pericolose.1)''
L'ultima parte del diario, la meno interessante, reca scarsi riferimenti peraltro un po' confusi circa gli sviluppi della bonifica e gli scavi archeologici incominciati.
Un cospicuo nucleo di Romagnoli s'è intanto stabilito con le famiglie ad Ostia. La popolazione aumenta col sopraggiungere di operai disoccupati venuti dalle zone limitrofe verso quest'oasi fertile. Si costituisce una banda musicale di circa 30 suonatori istruiti dal dilettante maestro Di Fiori . La Società Operaia compera gli istrumenti, facendo un debito di circa una quindicina di mila lire , dalla Ditta Zelvegger di Roma. In emulazione, anche il parroco, che è un bravo pianista , ne costituisce un'analoga di giovani, diretta da Felici Virgilio. Nonostante la differenza di fede politica (perché la banda del prete era fatta di cattolici e la nostra era socialista ) i due complessi vanno d'accordo e nessuno offendeva l'altro e si stava in buona armonia .
Frattanto cambiano anche i medici condotti. Al doti. Maggi, trasferito a S. Paolo, succedono il doti. De Lillo, poi il doti. Tafuri, infine il doti. Giannini. Con quest'ultimo il Nostro fa il censimento del 1911 nella campagna, mentre il medico lo fa nel paese.
Cosi Oslia era risorta. Musiche in piazza e al mare; che il mare già cominciava a popolarsi con qualche baracca e qualche costruzione [..J Nel 1915 capitò quel gran terremoto di Sora e Avezzano. -' Io che là vi tenevo mia madre e mia sorella immaginai subito che erano state travolte dalle macerie. Partii immediatamente. Purtroppo la sciagura mi aveva colpito in modo che non potei riavere nemmeno le salme, estratte dopo circa una quindicina di giorni. Appena ricuperate, ritornai a Roma dove in seguito a questo terremoto si stavano facendo tante squadre di soccorso. Feci una domanda alla Prefettura la quale mi diede subito il nulla osta. Formammo una bella squadra tra i militi della Croce Verde di Ostia: Minardi Emilio, Mobili Giuseppe, Marconi Primo, Pasi Olisse, Realdini Pietro, Vicari Isauro. Andammo alla Stazione Termini dov'era il raduno e fummo mandati a Sora. La mansione nostra era di scavare morti e portarli al cimitero.3)
Scoppia la prima guerra mondiale. Sarrecchia viene mobilitato nella Milizia Territoriale, 274, 2" Compagnia. Il Diario per un triennio è completamente muto. Si rifa vivo a metà settembre del 1918, allorché il Nostro passa al Comando dell'81 Reg.to Fanteria ai Prati di Castello donde lo si invia ad Ostia-mare, poi ad Ostia-città presso la Stazione Sanitaria in occasione della grande epidemia influenzale che stava mietendo vittime (la febbre spagnola). Qui, ammalatosi il medico, prende in mano tutto il Sarrecchia esentato nel frattempo dal servizio militare.
Naturalmente, durante la guerra, tutte le istituzioni sociali e ricreative di Ostia s'erano spente. Unica a salvarsi la Croce Verde. Appena venuto l'armistizio, i Romagnoli residenti (reduci dal fronte) ricominciano. Costruiscono una bella sala con il palcoscenico e due o tre vani intorno per commedie,
1) Diario, pp. 75-76.
2) Il 13 gennaio 1915. Avezzano fu interamente distrutta. 8) Diario, pp. 97-98.