Rassegna storica del Risorgimento

BRACCIANTI ROMAGNOLI OSTIA 1884
anno <1967>   pagina <74>
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Lorenzo Bedeschi
feste e discorsi. La chiamano Ricreatorio Andrea Costa. Gli onorevoli fiissolati e Bonomi la inaugureranno, con la bandiera rossa, ai primi del 1919. Poi la melanconica fine della Croce Verde col fascismo.1'
Una sera mi ha chiamato il Segretario politico e dandomi una lettera mi ha detto di riunire per l'indomani l'assemblea generale dei soci onde rinnovare le càriche. La lettera la dovevo, per suo ordine, consegnare al direttore, Alcide Grassi. Riunita l'assemblea, lessi ai presenti il verbale della precedente sedata, poi inco­minciò la discussione sull'ordine del giorno. Presa per primo la parola il latore della lettera, la lesse e chiese di approvarla. Si trattava di una domanda collettiva d'iscri­zione al facio. Lettala, siccome non si poteva fare altro, fu approvata per alzata di mano mentre altri') facevano irruzione nella sala. Non restava altro da fare se non il resoconto morale e finanziario della Società Operaia. Lo fece il direttore Alcide Grassi, dicendo come questa nobile istituzione aveva in tanti anni assistito tanti disgraziati che languivano nella campagna affetta da miasmi paludosi, da malaria omicida e da tante altre disgrazie. Ringraziò tutti i militi che avevano preso parte alle belle iniziative filantropiche e alle istituzioni. Io poi feci il resoconto finanziario: tre lettini uso ospedale con il materasso e per ognuno 6 lenzuola, un cuscino, 3 co­perte, 6 foderette, 3 comodini con rispettivi vasi da notte, un tavolo lungo 2 metri e mezzo, 2 banchi per sedersi, 3 lumi a petrolio, un tavolo uso scrivania con 2 tiretti, 4 sedie, un cassone per biancheria sporca, credenza grande per biancheria pulita, servizio da caffè, teiere, piattini, cucchiaini e altri oggetti, un piccolo armadio far­maceutico con ferri chirurgici, una bandiera di lana bianca con croce verde in mezzo e 3 nastri di seta colorati coi colori nazionali legati sulla punta dell'asta, 3 mila lire alla Posta e circa 400 lire in spìccioli a disposizione del cassiere per pagare la lavandaia o qualche cosa urgente agli ammalati.
Finito il mio resoconto finanziario si passò alla votazione a scrutinio segreto. Riuscirono eletti tutti i nuovi venuti. Cosi dopo pochi mesi tutto era finito. Anche il locale non esisteva più.
Ebbe cosi termine una filantropica istituzione fatta da quasi tutti i romagnoli di Ostia;3'
Con la fine della Croce Verde, si ha anche la fine della Società Operaia, essendo ambedue sorte con lo stesso spirito solidaristico e socialista ed uvendo lo stesso locale oltre che gli stessi soci.
Ma non è il Diario a darne relazione, bensì il promemoria cronologico.*)
l) Epilogo della bonifica..., citalo, riporta alcune date significative a questo riguardo : 1922, dopo la morte del presidente delle Cooperative venne eletto presi­dente Annibale Orazio. 1924, la Società del Lavoro nominò socio Benito Mussolini. 1925, il vecchio presidente Armando Ann uzzi venne esonerato e fu pensionato dalla stessa Società che elegge Zoli Luigi [... I 1930, il Fascio occupa la Croce Verde, così ebbe termine un 'grande sodalizio umanitario e filantropico. 1933, passaggio al Fascio di tutti i soci della Società romagnoli di Ostia e Fiumicino; il Fascio occupa il nuovo ricreatorio costruito da quei giovani. 1936, la Società è ormai tutta fascista e non regge più alle spese gravose perciò dichiara fallimento .
3) Dal conlesto e dal seguito appare molto chiaro che gli * altri sono coloro che sono stati inviati dal segretario politico fascista (e quindi estranei al gruppo e alla tradizione socialista romagnola) per impossessarsi della Società subdolamente attraverso un'elezione pseudo-democratica.
8) Diario, pp. 113-15.
*) È l'altro scritto di Sàrrecchia di cui a p. 58, n. 1.