Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECA UNIVESRITARIA DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI
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1967
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La lettere di S, Tiirr a F. Sciavo
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liana, ' sto riguardo alla situazione europea, sia relativamente ai problemi interni e coloniali, dalle accuse mosse a Crispi alla dilesa di Oreste Baratieri, dagli scandali della Banca Romana all'atteggiamento intransigente della Santa Sede, dal lamento per la mancanza in Italia di un forte partito nazionale al conforto di un passato eroico.
Il nome di Giuseppe Cesare Abba è termine spontaneo di riferimento in moltissime di queste lettere; nessuno, secondo Tiirr, era più dotato del-l'Abba per narrare le gesta garibaldine; ricorda spesso l'autore delle Note-rette, e incarica sempre lo Sciavo di rendersi portavoce dei suoi saluti e del suo affetto; lamenta talvolta cbe il lavoro e le preoccupazioni domestiche concedano poco tempo all'Abba per dedicarsi alle fatiche libere; ama lo scrittore ligure, al quale chiede consigli e schiarimenti (e non gli scriveva spesso come dichiarava allo Sciavo per non distoglierlo, o rubargli tempo); e stanco, e non troppo in salute, partiva per Roma per ascoltare il discorso che Abba lesse in Campidoglio il 4 luglio 1907 nel centenario della nascita di Garibaldi.
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Francesco Sciavo ]) fu una singolare figura di soldato, di patriota, di cultore di memorie garibaldine. La sua personalità è ancora vivissima nei ricordi
M È interessante un articolo del Tiirr sa alcuni problemi italiani, intitolalo Alliances politiques et unions douanières, pubblicato nella Revue d'Orient et de Hongrie, Budapest, 2 novembre 1890. Leggiamo qualche brano sull'Italia: < Quant à l'Italie, elle ne ponrra guère se joindre économiqaement au gronpe doni elle faìt maintenant parti e au point de vue politigli e* Il ne faut pas se faire d'illusions à cet égard. Lea Allemande ne voudront pas acheter les produits italiens, mais fournir à lltalie les articles dont elle a besoin. Economiquement lltalie est attachée à la France par des liens dont la puissance a été mise en évidence au cours de la recente lutte douanière franco-italiènne. Certes, le prince de Bismarck a développé toutes les ressonrces de son esprit fertile en stratagèmes pour detacher l'Italie de la France, et pour l'amener dans l'orbite de la triple alliance (...) Les jouruaux viennois aurient bien faìt de se contentar de l'energie de M. Crispi; en s'efforcant de démontrer que le Trentino est allumanti, ila ne font qu'ir ri ter les sentiments des Italiens. Méfìons-nous des flattenrs et des fanatiques qui ont perdu, à tour de rfile, les Bouverains et les peuples souverains. La religion, corame le patriotisme sana equi té, conduisent, la première au schisine, et l'autre à l'anarchie. Les classes dirigentes d'Italie ont bien compris Vinopporlunilé des reclamati ons irredentistes et blàment certaines provo-trattomi imprudente*, mais la nailon, dans son .fbr int'érieur, n*y a point renoncc d'une manière definitive, tant s'en Caut .
*) Francesco Sciavo nacque a Lescgno nelle Lunghe il 15 aprile 1837, e si spense a Roma il 24 dicembre 1913. Si arruolò volontario nei Cacciatori delle Alpi nel 1859. Non potè partire con Garibaldi il S maggio 1860, ma fece parte di una spedizione successiva e raggiunse la Sicilia poco prima della battaglia di Milazzo e i combattimenti per il passaggio dello stretto. Combatté con esemplare valore al Volturno, sotto il maggiore Bollirmi, alle dipendenze di Bixìo (massime tra Maddaloni e i Ponti della Valle). Disciolto l'esercito garibaldino, lo Sciavo continue la sua carriera di soldato nell'esercito regolare col grado di maggiore. A Custoza, nel 1866, gli fu conferita la medaglia d'argento; fu promosso colonnello. Nel 1883, per la sua opera svolta nell'isola d'Ischia, durante il terremoto, gli fu data la medaglia d'argento al valore civile. Fu per mezzo dello Sciavo cho le Noterelle di Ab ha giunsero al Carducci. Lasciò alcuni scritti di argomento garibaldino, patriottico e militare, tra i quali sono degni di ricordo: Ai mani illustri di Nino ed Alessandro Bixìo, commemorazione, Torino, Fratelli Pozzo. 1907, pp. 55; Gionannl Maria Damiani (narro-