Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECA UNIVESRITARIA DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI
anno <1967>   pagina <78>
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Emilio Costa
di Nella Abba, la quale racconta volenlieri dello zio Sciavo >, che circa due volte Tanno era a Brescia ospite di suo padre. Ebbe il conforto della lunga amicizia di nomini illustri: Abba, Carducci, Panzacchi, Tiirr e il dono di sentimenti elevati, della religione della patria, del culto delle memorie, del­l'abnegazione, della costanza. Il carteggio tra Abba e Sciavo (conservato a. Firenze presso i fratelli Nella e Arrigo Abba) rivela l'armonia di due anime ricche di alta umanità; massime le lettere di Abba allo Sciavo contengono la vibrazione interiore di uno spirito amareggiato per travagli domestici, e per una realtà politica che non poteva non lasciare insoddisfatti, ma tuttavia forte nella propria fede. Un comune denominatore morale era alla base di quella amicizia: Abba rivelava allo Sciavo i motivi più profondi del suo mondo inte­riore, i segreti delle sue meditazioni, le parole più vive della sua triste consa­pevolezza della realtà, le immagini più luminose dei suoi ricordi rivissuti (in alcune lettere si sente il tono delle Noterelle). Ritengo utile riportare il testo di una lettera estremamente significativa di Abba allo Sciavo, la quale non Boi-tanto sottolinea la misura umana dello scrittore, ma rivela anche l'intima cor­rispondenza dei due amici:
Cairo, 1 settembre 1670. Caro Sciavo,
eccomi a te, e questa volta un pò* meno stretto di parole, perché la salute della mia povera Madre mi concede di pensare e di scrìvere due pagine a mio talento.
Tu mi chiedi la mano, in mezzo a questo deserto di affetti e di aspirazioni, ricordandomi il giorno di Monte Caro. Quel giorno fu l'ultimo della nostra gloria; d'allora in poi, artifizi, impalcature, l'anima di Guicciardini ridotta in particelle, ed entrata a contaminare le anime dei nove decimi fra i liberali Ita-liani; sottigliezze gesuitiche, ed il freno del tornaconto ad ogni sentimento; le cose non più chiamate col loro vero nome, ma prosternazione chinese all'equi­voco, la virtù esule a Caprera, i tricolori sul petto della polizia, il paese l'atrio d'un lupanare; il primo articolo dello Statuto e la Grazia di Dio combinati, Custoza e Lissa spieganti Mentana, come questa spiega quelle, e da ultimo una Sinistra Parlamentare che fa buon viso alle assicurazioni di Sella, e s'accontenta della promessa d'onore di costui, quasi che Yonore d'un uomo fosse pur quello di Boiardo, valesse il tempo perduto, in questi giorni, valesse Roma; ecco alla meglio la tavolozza su cui stanno i colori che domani o dopo confusi insieme ti
logio), in Annuario della R. Università di Bologna, anno 1908-1909; L'orìgine dei carabinieri genovesi e la parte avuta nelle guerre del 1859-60, Genova, tip. Carlini, 1910-, pp. 15 (estr. dalla Rivista Ligure di Scienze e Lettere), TI 22 agosto 1891 lo Sciavo accompagnò il Carducci alla slorica Bicocca di S. Giacomo sopra S. Michele, presso VicoforUJ (Cuneo'). In quell'occasione il Carducci trovò l'ispirazione per la ce­lebre Bicocca di San Giacomo (3 settembre 1891) pubblicata in Rime e Ritmi. Lo Sciavo scrisse ami introduzione storica all'ode carducciana (cfr. La Bicocca di S. Giacomo di Giosuè Carducci preceduta da una illustrazione storica del colonnello Francesco Sciavo con alcuni scritti di G.C. Abba e Ugo Brilli, Bologna, Zanichelli, 1908, pp. 78;. Sullo Sciavo, cfr. G. C> AMIA, Da Quarto al Volturno. ! intimilo d'uno dei Mille, Bologna, 189.1 ; GUALTIKHO CASTELLINE, Eroi garibaldini, Bologna, 1911; G. CASTELLINI, // colonnello Sciavo, fa Corriere della Serat gennaio 1914; D. MON­TINI, Sciavo Francesco, in Dizionario del Risorgimento niiziìijude, Milano, Vallurdi, voi. IV, 1937, p. 243,