Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECA UNIVESRITARIA DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI
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1967
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Libri e periodici
di un iter concluso in attesa di qualcuno che ripigli il cammino là dove è stato interrotto, al febbraio 1889, alle dimissioni, cioè, ed al rimaneggiamento del primo mini* stero Crispi che condussero per la prima volta al potere il Gioititi. È un caso fortuito che l'opera s'arresti dinanzi al cappellaccio ed all'ombra gigantesca dell'uomo di Dronero? Io non lo credo, me lo permetta l'illustre e venerato studioso, al cui ritiro non -si. vorrebbe, non si può credere, leggendo pagine fini, equilibrate, densissime, come quelle dedicate al Saracco, un ritratto in assoluto tra i migliori della raccolta, e su argomento tutt'altro che agevole. Moscati vede al posto che fu del conte di Cavour il deputato Giovanni Gì oli iti e rinunzia a proseguire, così come s'arrestò commosso, dopo quest'esordio famoso e folgorante, dinanzi al vivente Gioii ni, più di settantanni or sono, Matteo Renato Imbriaiu. Il sentimento dell'uno è analogo a quello dell'altro!: è il Risorgimento che si chiude, la poesia che cede il passo alla prosa. II politico Imbrumi doveva e seppe superare, con l'empito della sua gran carica popolare e morale, un tal momento di amarezza e di sconforto. Lo studioso Moscati può rinunziarvi e chiudere il libro. La Destra cadeva mentre egli vagiva nella culla, ma il ricordo che qui se ne serba non è un mero dato cronologico ed anagrafico, bensì il respiro di un'età, di una cultura, di un ambiente. Perdo bene ha fatto 1 Moscati ad imporre a. se stesso quella sosta che le forze ancor vive dell'ingegno gli avrebbero potuto risparmiare. Egli si congeda dalla sua annosa fatica nel nome illustre di Robilant. i cui capolavori diplomatici restituiscono alla Destra la dignità di protagonista della vita politica internazionale italiana. È un giusto ed esaltante congedo, a cui fanno da contorno pagine meditatamente severe sul BoseUi, quelle già Sieóìs date sul Saracco, un ritratto misurato del Perazzi (qualche maggior diffusione e indulgenza avrebbe meritato il Cenala, ma la cosa non sorprende).
Grazie dunque al Moscati per il suo lavoro, grazie per l'esempio che ci viene da un'applicazione cosi assidua, disinteressata, limpida, grazie per le cose numerose che ha fatto ricordare o conoscere, per la lucida erudizione, per la spigliatezza della prosa, per il Incido equilibrio delle conclusioni, ma grazie soprattutto per questo gesto finale di riservatezza e discrezione, per questo appartarsi implicito nel colloquio con le ombre magnanime che sono state ispiratrici lungo tutta una vita, eV 'conforto nell'operosa vecchiezza.
RAFFAELE COLAPIETRA
Cesare Battisti nella storia d'Italia; Trento, Ediz. TEMI, 1965, in 4, pp. LXXVni-120. L. 5000.
ut Un saggio di Piero Pieri e una completa documentazione fotografica sulla vita del Martire. Cosi si legge in copertina; ed a tale indicazione risponde il volume cui Riccardo Bacchi ha premesso una sobria e chiara pagina introduttiva, ed al quale Bice Rizzi ha aggiunto una accurata e quanto mai opportuna bibliografia. Né manca la filiale confortatrice presenza della dott. Livia Battisti che compie non soltanto da ora la sua missione: quella di far conoscere in ogni aspetto, lontano da deformazioni retoriche, e nella sua integrale obbiettività, il pensiero, il programma di vita, la fede e l'azione dalla giovinezza alla morte di suo Padre.
Questo volume che precede nel tempo quelli contenenti gli Scritti politici e sociali e l'Epistolario può essere considerato la testimonianza più immediata e più efficace non solo per l'eccezionale documentario fotografico e le precise didascalie, ma anche per il saggio introduttivo di Piero Pieri il quale, con gesto misurato di maestro, indica quale sia la buona strada per arrivare fino a Cesare Battisti e per comprenderlo.
Quella di Piero Pieri è sostanzialmente una biografìa: o meglio una traccia di biografia che non si abbandona a verbosità, che segue cronologicamente i fatti, che