Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; ROMA
anno
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1919
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pagina
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381
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Recensioni
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del movimento. Io credo perciò che egli - meglio degli altri - si trovasse nelle condizioni di spirito richieste per descrivere e narrare con esattezza i fatti di cui fu testimone e parte, e riconosco ai Diario un valore notevolissimo come fonte storica, anche se talora l'autore cadde in qualche inesattezza o piccola esagerazione, che il M. per altro non manca di rettificare.
Finora ho parlato di esattezza nel narrare i fatti ; ma a me sembra pure che il modo in cui gli avvenimenti toscani del 1848-'49 si giudicano oggi dagli storici spassionati e nemici della rettorica non differisca, anzi si assomigli moltissimo a" quello con cui li giudicò il Passerini. Egli ebbe parte negli avvenimenti, e più volte si trovò alle prese coi demagoghi, come ad esempio con quelli che applaudivano alle bolse concioni del Padre Gavazzi, o coi livornesi che volevano penetrare nei giardini di Boboli per farvi Dio sa che cosa Si sa anche che nella giornata del 12 aprile 1849, che segnò la caduta del Guerrazzi, il Passerini spiegò una notevole attività, e non a favore del Governo democratico. Ora tutto ciò potrebbe indurre taluno a ritenere che il diarista calcasse un po' le tinte nel descrivere e giudicare le intemperanze demagogiche ; ' ma per noi sta che, salvo in gualche dettaglio, egli vide sempre bene e giusto.
Chi può infatti lodare non dico il Guerrazzi, il quale forse in cuor suo desiderava di venire ad accordi col Granduca, e perciò non volle mai acconsentire alla proclamazione della repubblica ed alla unione con Roma, ma il Montanelli e gli altri democratici per tutto ciò che fecero prima e dopo la partenza di Leopoldo il? H loro contegno non poteva non condurre, come condusse, all'intervento austriaco.
Del quale il Passerini si dolse sinceramente, come provano le sue pagine, e fino al segno che;; [giunti a quel punto, si sente qualche cosa di mutato nel suo animo, e par quasi che l'antico attaccamento verso la Casa lorenese si sia intiepidito. Guai a Leopoldo, se l'Austriaco è venuto da lui chiamato! egli esclama, e s'augura che ai più presto il principe faccia palese non aver lui invocate (le) truppe del più odiato fra gli stranieri a puntello del suo trono, e confermi i buoni nell'affetto verso di lui, che altrimenti sta per mancargli (p. 442). Parole queste che vanno poste in relazione con cpianto il diarista scrive a proposito del funebre suffragio celebrato in memoria di Carlo Alberto il 7 settembre in Santa Croce: li pubblico che ha frequentato la Chiesa fino dalle pipi; ore del im-altìne - così il Passerini - vi è accorso numerosissimo alle ore 11 antimeridiane, 3 essendovi in quell'ora raccòlto quanto di colio, di gentile e di pa-* trioUico contiene Firenze. Non suono di sacri bronzi, non funebre