Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECA UNIVESRITARIA DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI
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1967
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155
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Vita dell'Istituto
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A proposito della Congiura di Stillo il prof. Cortese ha esaltato il contributo offerto dal Mezzogiorno alla prima fase risorgimentale, mettendo in rilievo la funzione che ebbe la cultura nel preparare le generazioni che realizzarono il Risorgimento.
Sempre nel salone della Provincia, nella mattinata del 30. ha svolto la sua relazione su e Terra di Bari a fine Settecento il prof. Giovanni Masi, che, dopo aver ricordato l'analisi del Galanti sulla situazione economico-sociale della provincia barese, ha messo in rilievo come lo sviluppo produttivo dell'ultimo triennio del secolo fu ottenuto attraverso un rigido sfruttamento dei coloni e dei braccianti, nonostante il permanere di superati sistemi di produzione. L'iniziativa borghese non ebbe altro significato che di opposizione alle forme locali dell'oppressione baronale, in contrasto con gli interessi dei contadini. A suo parere, la crisi travolse soprattutto la piccola borghesia, di cui i De Deo e i Ciaia erano espressione e ha spiegato che la rivoluzione del 1799 cozzò contro il trasformismo della borghesia agraria e la timidezza dei novatori locali.
Nella sua relazione su La crisi economica del regno e la Terra di Bari (1794-1799) il prof. Luigi De Posa ha analizzato le varie cause che determinarono l'aur mento della pressione fiscale, la svalutazione monetaria e la manomissione delle riserve metalliche dei Banchi pubblici, sottolineando la gravita della crisi agraria, che don* neggiò l'economia pugliese, mentre si verificavano negli altri paesi europei le grandi trasformazioni della rivoluzione industriale. Dopo aver esaminato l'influenza della crisi sull'animo dei vari ceti economici e sociali a causa della diminuita produzione di grano e di olio, il prof. De Rosa ha cosi spiegato il malcontento che si era diffuso tra le popolazioni.
Nella seduta pomeridiana il prof. Tommaso Pedio ha svolto il tema H 1799 in Terra di Bari , facendo risalire l'indebitamento dei comuni al viaggio in Puglia di Ferdinando IV neUa primavera del 1797 e dimostrando che era ormai in atto un insanabile contrasto tra galantuomini, fittavoli, grandi fittavoli usurpatori di beni comuni e di luoghi pii, ricchi commercianti appaltatori degli arredamenti e popolani. Cresciuto il malcontento per i gravosi pesi fiscali necessari al risarcimento dei bilanci comunali e alla guerra contro la Francia, i giacobini all'avvento dello Stato repubblicano diventano promotori dell'albero della libertà. Un esame dettagliato il relatore prof. Pedio ha compiuto degli avvenimenti del 1799 in quasi tutte le città della Terra di Bari e ha concluso che i pesi per il mantenimento delle truppe francesi furono sostenuti da borghesia e masse contadine insieme, ma solo i galantuomini, pur avendo dato il maggior contributo al regime repubblicano, trassero profitto anche dalla restaurazione.
Un'interessante comunicatone ba presentato il prof. Lorenzo Palombo su Le confraternite laicali di Molletta nella seconda metà del '700 .
Nella sua comunicazione: Considerazioni su Altamura nel 1799 s> il prof. Tommaso Fiore ha rievocato il moto rinnovatore di questa città, antesignana di lotte per la libertà e patria di uno scienziato; del valore di Luca De Samuele Cagnazzi, mostrando come il problema essenziale della rivoluzione del 1799 era rappresentato dall'affacciarsi della questione sociale, che spiega il motivo della violenta repressione da parte della monarchia borbonica; con chiara analisi storica si è soffermato a lumeggiare questo punto essenziale.
Nella seduta antimeridiana del 31, svoltasi nell'aula magna dell'Università, il prof. Michele Viterbo ha parlato su Bari nel 1799: Pompeo Bonazzi e Maria Piz-eoli , cioè i due coniugi baresi, che diedero un notevole contributo alla causa della libertà'. Dopo aver messo in evidenza che Bari era riuscita a realizzare un notevole livello economico e sociale, il relatore ha indicato nel Bonazzi il difensore del progresso barese. La città da lui democratizzata t'esistette grazie all'abilitò sua nonché del Casamassimi, del Tanzi e dell'arcivescovo Cu evara, agli assalti della plebe all'interno e dei sanfedisti dei casali guidati dal De Cesari. La congiura giacobina del 1794 e la rivoluzione del 1799 - - ba detto il Viterbo - - non si possono spiegare con la fame di terra dei contadini e con !u occhiuta resistenza della borghesia terriera