Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECA UNIVESRITARIA DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI
anno <1967>   pagina <158>
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Vita dell'Istituto
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MANTOVA. II Comitato dell'Istituto e l'Accademia virgiliana hanno solenne­mente ricordato in seduta congiunta, il 5 novembre u.s., nel palazzo accademico* il centenario dell'unione di Mantova all'Italia. In quella ricorrenza, alla presenza del console generale del Belgio* è stato rievocato dal prof. Robert OJ. Van Nuffel presidente del comitato di Bruxelles, il contributo recato dal conte Giovanni Arrivabene alla causa della libertà e dell'indipendenza d'Italia.
In quella occasione è stato anche presentato il volume, pubblicato dal nostro Comitato, L'esilio di Giovanni Arrivabene e il carteggio di Costanza Arrenati 1829-1836 , a cura dello stesso Van Nuftel e con prefazione di Emilio Fario.

LIVORNO. Per iniziativa del Comitato, il 3 dicembre 1966, nel Salone della Casa della Cultura, alla presenza delle maggiori autorità (Prefetto, Questore, Presi­dente della Provincia, Assessore alla P.I. del Comune), il senatore Eugenio Artom ha commemorato Massimo d'Azeglio nel centenario della morte, centenario che, pur­troppo, nell'Italia di oggi, è trascorso in oblio quasi completo.
Presentato dal Presidente del Comitato, avv. Enrico Berli, ha lumeggiato mira­bilmente la figura del Cavaliur d'Azeglio , spirito indipendente, nemico di ogni retorica e di ogni conformismo, amante delle cose concrete, che pur non senza una notevole tendenza alla lieta scapigliatura spesso assai sbrigliata ed alle avven­ture sentimentali, per il suo illuminato realismo patriottico, per il suo acuto senso dell'onore e del dovere, fu esempio suggestivo alle varie generazioni dell'Italia unita* Tendenzialmente alieno, in principio, da ogni attività politica, tutto dedito a far quadri, si fece ben presto conoscere prima con i suoi romanzi di ispirazione storico-patriottica e poi con i suoi scritti politici, che suscitarono un clamore veramente europeo; combattente e ferito nel '48 a Vicenza, con grande spirito di sacrificio si sobbarcò all'onere ben soverchiarne l'onore! di assumere la Presidenza del Con­siglio dopo Novara con la conseguente responsabilità del proclama di Moncalieri; riuscì a concludere una pace onorevole con l'Austria, pur mantenendo fermissimo Io-Statuto, risollevando dalla disfatta il Piemonte, restituendogli il ruolo di centro di attrazione di tutta Italia e riconquistandogli la fiducia e la considerazione delle potenze liberali europee. Ritiratosi nel '52 dalla vita politica attiva, e pur dissentendo, non. di rado e non in piccole cose, dalla politica di Cavour, non esitò a sostenerla nobil­mente* a viso, aperto, nei più gravi frangenti, come, ad esempio, per la guerra di Crimea, e per la politica ecclesiastica. Coronata da unanimi vivissimi applausi, il sen. Artom chiuse la sua magnifica rievocazione mettendo in risalto l'alto spirito di italianità con cui d'Azeglio chiuse, si può dire, la sua attività politica, quando in deplo­revoli condizioni fisiche, già prossimo alla morte, fece leggere da un collega, al Se­nato, il mirabile discorso con cui egli, vincendo il suo strazio di piemontese, non. esitò a sostenere la convenzione di settembre per il trasferimento della capitale da Torino a Firenze.

MILANO. Riproduciamo la circolare che il presidente del Comitato, prof. Leo­poldo Marchetti, ha inviato ai soci il 16 dicembre u.s.
Si reputa doveroso, mentre sta per concludersi il 1966, presentare alla cortese-, attenzione della S.V. una breve relazione sull'attività svolta durante l'anno.
Il Comitato, con la dolorosa scomparsa del duca Tommaso Gal larari Scotti, socio fondatore nel 1906 della Società nazionale per hi storia del Risorgimento Italiano, ha. perduto un autorevole membro dei suo Consiglio direttivo* I sensi del più vivo-cordoglio sono stati espressi, a suo tempo, alla Famiglia.