Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECA UNIVESRITARIA DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI
anno <1967>   pagina <166>
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Vita dell'Istituto
scientifico-letteraria di Milano. Con Elia Lattes prima e, successivamente, a Roma eoo Ignazio Guidi, studiò le lingue semitiche. Nel 1911 consegni la libera docenza in storia delle religioni, avendo in precedenza nel 1904 - - ottenuta avella in antichità clas­siche.
Per cause diverse, solo nel 193S fu chiamato alla cattedra dì storia delle reli­gioni nell'Università di Milano, della quale egli, più tardi, divenne rettore, favoren­done decisamente la sistemazione nell'edificio sforzesco dell'Ospedale Maggiore.
Le sue pubblicazioni di maggiore rilievo videro la luce fra il 1942 e il 1964 ed hanno per argomento la religione mediterranea . Ricordiamo, fra le altre. Pa­gine di religione mediterranea (Milano-Messina, 1942*1945); Pagine mediterranee (Milano, 1951 >; Eterno femminino mediterraneo (Venezia, 1954); Nuovi saggi di reti-pione mediterranea (Firenze, 1964). È, invece, del 1949 il volume su La religione di Ambrogio, volume che rimane come è stato scritto - - un modello di biografia spirituale alla maniera tanto cara al suo amico Bremond .
Ingegno vivace e brillante e nomo dai molti interessi, partecipò assiduamente alla vita culturale italiana. Nel 1906 fu tra i soci fondatori della Società nazionale per la storia del Risorgimento italiano; l'anno successivo fece parte del gruppo de // Rinno­vamento., anzi, tramite Achille Ratti, portò più volte agli amici del periodico il con­siglio e il suggerimento del cardinale Andrea Ferrari, arcivescovo di Milano; nel 1923 fu membro del Consiglio superiore dell'Educazione nazionale e nel 1924 rappresentò il governo nel Consiglio di amministrazione dell'Università Cattolica del S. Cuore.
Membro effettivo dell'Istituto lombardo di scienze e lettere e di molte altre accademie, collaborò frequentemente alla loro attività scientifica.
Fu in dimestichezza con la famiglia Visconti-Venosta, Costantino Nigra, Arrigo Boito, Giovanni Verga, Antonio Fogazzaro, Alessandro Casati, Stefano Jacini, Ema­nuele Greppi, Giovanni Galbiati ed altri insigni rappresentanti - - che qui tralasciamo, per brevità, di nominare - - del mondo culturale italiano e straniero.
Dopo la sua scomparsa, i figli, interpreti della volontà del padre, ne affidarono la biblioteca all'Ambrosiana, istituzione milanese che gli era particolarmente cara, soprattutto perché in quelle sale era sorta tra Achille Ratti e lui una fervida e feconda amicizia.
L'Istituto e la Rassegna rinnovano alla famiglia i sentimenti del loro profondo cordoglio.