Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECA UNIVESRITARIA DI GENOVA FONDI ARCHIVISTICI
anno <1967>   pagina <167>
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NOTIZIARIO
ARCHIVIO SEGRETO VATICANO. - Un comunicato ufficiale della Santa Sede, pubblicato in data 8 dicembre u.s. su L'Osservatore Romano, annuncia cbe il Santo Padre Paolo VI, con sovrana deliberazione, bu deciso di estendere lalleriormente il limite della consultazione dei documenti custoditi nell'Archivio Vaticano.
Con decorrenza dal gennaio 1967 sarà, infatti, reso accessibile agli studiosi il materiale archivistico del tempo di Pio IX, cioè dal 16 giugno 1846 al 7 febbraio 1878.
Il limite per le indagini giungeva, a uut'oggi. sino alla fine del pontificato di Gregorio XVI ed era stato fissato da Pio XI, dopo aver gradualmente spostato al 184ó con successive disposizioni il termine inizialmente stabilito nell'anno del Congresso di Vienna (1815).
A Leone XIII risale appunto, nel 1880, la decisione di aprire per la prima volta l'Archivio Vaticano alla libera consultazione e di mettere a disposizione dei ricerca­tori il prezioso patrimonio documentario in esso conservato, dai secoli più antichi fino al 1815.
Questo fatto rimane decisivo per la vita dell'Archivio Vaticano degli ultimi ottantasei anni rivelò subito la sua enorme importanza per lo sviluppo delle ri-cerche storiche. Nessun altro archivio al mondo, infatti, presenta un interesse cosà universale, sia per i documenti che riguardano in genere la storia della Chiesa cat­tolica e della civiltà cristiana dal Medioevo ai nostri giorni, sia per quelli relativi alla storia delle singole nazioni; anzi, per alcuni paesi, i documenti vaticani sono i più antichi, i primi con cui si inizia la loro stessa storia nazionale.
Per questo, da allora, non solo molte migliaia di studiosi sono accorsi da ogni paese per compiere ricerche nei vari campi delle scienze storiche, ma anche numerosi istituti nazionali si sono venuti costituendo in Roma, per facilitare ed organizzare le ricerche; e missioni speciali sono state inviate da governi e da società scientifiche con scopi particolari.
Non va tuttavia dimenticato che l'Archivio Vaticano, già prima della sua aper­tura, venne utilizzato per gli studi storici, almeno quanto gli altri archivi sovrani: si pensi agli Annales Ecclesiastici del Baronio e del Rainaldi (per il secolo XVH), alle numerose opere di eruditi del secolo XVIII e infine alle grandi collezioni di do­cumenti pubblicate nel corso del secolo XIX.
Un nuovo passo avanti nell'apertura dell'Archivio Vaticano viene ora compiuto dal Santo Padre Paolo VI, con un atto che lo colloca sulla linea dei predecessori, di cui segue lo spirilo e l'illuminato consiglio: il papa ha preso questa decisione so­prattutto al fine di corrispondere ai desideri e ai voti degli studiosi, in modo parti­colare di quelli che svolgono le loro ricerche sulla seconda metà dell'Ottocento.
È noto come durante questo periodo storico si siano verificati avvenimenti di notevolissimo rilievo, non soltanto dal punto di vista religioso ed ecclesiastico, ma anche sotto l'aspetto politico e civile: basti accennare al Concilio Vaticano I (1869-1870) e alla fine del potere temporale dei papi, col tramonto dello Stato pontificio (20 settembre 1870).
Inoltre, il pontificato di Pio IX (che si estende per ben teentadue anni) offre agli studiosi un ricco materiale per le loro ricerche. Si possono indicare, a titolo di esempio, i preziosi carteggi della Segreteria di Stato, gli Archivi delle Nunziature, il Fondo e l'Archivio di Pio IX, l'Archìvio del Concilio Vaticano I e le carte di impor­tanti dicasteri e uffici della Curia romana, nella sua attività di amministrazione dello Stato pontificio e soprattutto di governo della Chiesa universale.
Concedendo alla libera consullaziono queste nuove e imponenti fonti dell'Ar­chivio Vaticano, la Santa Sede reca un valido contributo agli studi storici, per una più approfondita conoscenza dell'epoca contemporanea.