Rassegna storica del Risorgimento
ROSSETTI DOMENICO
anno
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1967
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pagina
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176
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176 Giorgio Negrelli
sociali; la vita si espandeva fuori dalle antiche mura aristocratiche, nell'atmosfera cosmopolita dei traffici e dei commerci della nuova borghesia, accorsa a Trieste per la forza d'attrazione dei privilegi, reali e personali, concessi nell'ambito del Porto Franco e dell'Emporio.
Più intelligente e più attento alla realtà storica di quanto lo fossero altri patrizi ai quali, contenti della vuota pompa riservata ancora al loro rango, bastava poter rivivere, attraverso le pagine di padre Ireneo (ritenute, dirà il Kandler, quasi un quinto Vangelo), l'orgogliosa quanto vana storia delle antiche origini e dei sacri privilegi concessi alla loro parte , Domenico Rossetti si rendeva ben conto di ciò che avevano significato le riforme operate dagli Asburgo, quando provocò la deliberazione del Consiglio con la quale già ottenuto l'assenso del nuovo Governatore gli fu affidata la compilazione di un nuovo Statuto. *)
Egli come notava il Kandler nel 1857, in una sua presentazione del Progètto del Rossetti era figlio del nuovo sistema ; vedeva, perciò, il Porto Franco e le cose di commercio come parti integranti, ormai, della legge municipale. Riteneva pertinenti alla municipalità istituzioni che non solo i patrizi, ma molti altri della vecchia città ancora consideravano straniere a questa: il suo Progetto di Statuto (rimasto incompiuto) che già contiene in sé gran parte dei temi propri di quel pensiero politico municipale al quale sarebbe sempre restato fedele sarebbe stato, allora, un tentativo di combinazione o, meglio di assorbimento del nuovo nel vecchio, attraverso uno sforzo di valorizzazione dell'antico.
Trovano, infatti, posto nel suo Progetto pur con la frequente precisazione che la loro regolamentazione spetta all'autorità centrale varie attribuzioni delegate dal Governo in tema di navigazione e di commercio, ed è interessante considerare che, attraverso questo tentativo di far convergere le varie disposizioni verso un unitario punto di riferimento lo Statuto, appunto , egli faceva rientrare nel raggio d'azione del Municipio non solo tutte le utili attività della vita cittadina (dalla <c pubblica salute, beneficenza, educazione, sicurezza, all'annona), ma anche la pubblica prosperità, cosi la. materia, cioè, dellV industria civica (delle arti e mestieri , della loro organizzazione e disciplina, non, però, dello stato mercantile che doveva osservare le leggi civili e politiche ), come quella (il cui ce dettaglio spettava all'autorità dell'Eccelso Governo ) del Commercio e della Navigazione, e quella delle fabbriche commerciali .
D'altra parte, anche mediante la rivalutazione nel senso della rappresentatività dei patrizi e dei cittadini, di organi come quello del a Capi-
*) Pubblicato fa Scritti inediti, dt., voi. 1, jp. 626*672.