Rassegna storica del Risorgimento

ROSSETTI DOMENICO
anno <1967>   pagina <178>
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Giorgio A1agretti
lunga, su quelli dell'apertura, dell'affermazione : le porte della vecchia città patrizia, gelosa della sua tradizione, si serrano ancora davanti ai vivaci interessi degli abitanti del Borgo; esso rimane ancora estraneo alla città : lo riafferma lo stesso Rossetti quando (art. 33), all'estensione della legit­tima rappresentanza di tutta la popolazione della città e provincia di Trie­ste , attribuita al Consiglio Patrìzio, pone il limite dello stato mercan­tile . a sua volta rappresentato solo dalla Deputazione e consulta di Borsa.
Una possibilità di combinazione è prevista solo in casi eccezionali: nel caso, in concreto, che oc per bellica avversità Trieste con sua provincia resti temporaneamente staccata dall'Austriaco Governo . Gli articoli 128-135 del Progetto di Statuto, contemplando questa ipotesi, stabiliscono che ce per quanto la forza ed occupazione bellica lo permette, la temporanea reggenza della città e provincia appartenga al Magistrato ed allo stato patrizio ; ma ecco al novità: lo stato mercantile nominerà 12 suoi deputati che durante tale reggenza avranno sede e voto nel consiglio patrizio . In tal modo, dunque, il Presidente e consiglieri del Magistrato, il consiglio pa­trizio ed i 12 rappresentati mercantili saranno la morale persona in cui vigerà la temporanea sovranità ed ogni civile e politica autorità : questa addunanza avrà il compito di eleggere a a pluralità de' voti il Capitano ed i membri della reggenza .
Per valutare la reale portata di questa apparente apertura del Ros­setti alle esigenze dello stato mercantile , chiamato a far parte della persona morale rappresentativa dell'intera città, basterà riflettere sul fatto che, accanto a quei dodici deputati , si sarebbero trovati non solo i membri del Magistrato, ma anche l'intero consiglio patrizio, forte dei suoi 224 componenti: *) con tale rapporto di forze, quale sarebbe potuto essere il potere dello ce stato mercantile in seno alla reggenza è fa­cile immaginare. Quel rapporto di forze, d'altra parte, non era che un riflesso del rapporto ideale in cui nel pensiero del Rossetti si pone­vano l'antico e il moderno.
Rivolto molto più al vecchio che al nuovo, il Rossetti lo era d'al­tronde anche nei suoi interessi culturali: s) erudito più che colto, bi­bliofilo più che studioso, egli rappresentava, in fondo, ciò che di più signi­ficativo poteva dare il chiuso particolarismo dell'ambiente culturale trie­stino, sordo ancora quasi del tutto alle sollecitazioni della cultura europea.
Ed era, in realtà, proprio quel particolarismo che lo muoveva più
1) Numems ctausus, nel Progetto del Rossetti.
2) Giovi ricordare, in tal senso, l'ammirazione sempre portata dal Rossetti verso il Winckelmann, al quale egli volle che Trieste donasse un monumento sepolcrale (cir.. anche il suo 77 sepolcro di Winckelmann in Trieste, Venezia, 1823).