Rassegna storica del Risorgimento

ROSSETTI DOMENICO
anno <1967>   pagina <181>
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Il municipalismo di D. Rossetti
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Ciò che il Rossetti oppone all'istanza di uguaglianza è la distinzione degli essenziali ordini diversi, ne1 quali veramente consiste il popolo ; ciò ohe il suo realismo si sente di affermare, allora, di fronte alla mas­sima astratta della parità di diritto, di dovere, e di perfezionamento , è la a disparità , l'esigenza di subordinare il reggimento pedagogico agli ordini sociali, anzi che questi a quello . È in fondo il bisogno di spezzare quell'unità del popolo, che pur si era ritrovata nell'univocità del fine sociale (o, meglio, civico)? con la celebrazione di un concerto di orga­nizzazione sociale che, attraverso il correlativo della subordinazione, si* gnifica resistenza conservatrice, a tutela del privilegio.
Il sistema pedagogico, dunque, a giudizio del Rossetti, non può essere astrattamente uniforme; ogni civile società ha, infatti, secondo lui, degli ordini di cittadini essenzialmente diversi, sia per le loro attitudini naturali, sia per la qualità e per l'effetto della parte che prendono allo scopo loro comune, ch'è quello della conservazione e perpetuità del con­sorzio civile : ogni ordine ha un proprio indirizzo di studi, ed il pas­saggio dall'un idirizzo all'altro è ammesso solo con grandi precauzioni; *) a tale sperimento dovrà presiedere il rigore, anzi che la facilità . La disparità degli ordini sociali viene così perpetuata e l'unità stessa della 7CÓXt frantumata, con la considerazione che tanto più facilmente, util­mente e perfettamente ciascuno riescirà, quanto meno si occuperà del sapere e del fare degli altri ordini che gli sono estranei .2)
Gli ordini , dunque, sarebbero quattro: quello dei cittadini merce-nariy in cui tutto il sapere e il fare è limitato all'esercizio quasi esclu­sivo delle fisiche forze ed attitudini , ed al quale né occorre né giova di sapere e di fare di più che esercitare le sue fisiche forze secondo l'intel­letto e le attitudini altrui ; segue, poi, l'ordine dei cittadini industri, di coloro, cioè, il sapere ed il fare dei quali esercita le forze fisiche ed intellettuali per produrre materie semplici e composte, destinate all'uso necessario o comunque utile all'ottimismo universale ed individuale del civile consorzio : essi sono, dunque, i produttori delle materie prime, i trasformatori dei prodotti, i distributori. Il terzo ordine è quello dei difen­sori, che dedicano tutto il sapere ed il fare alla forza fisica ed intellet­tuale diretta alla difesa del civile consorzio contro ogni aggressore del­l'esistenza, sia di questo consorzio, sia degli ordini e degl'individui e delle cose che gli appartengono . Ultimo è l'ordine degli Ottimati, che unisce
i) Ibidem, pp. 209 g. e 214 sg.
2) [bidem, p. 204. Di fronte ad un simile concetto di popolo , come si gin potato, non dico sostenere, ma por accennare alla possibilità di un'appartenenza o, anche, solo di una vicinanza spi ri mule del Rossetti alla mazziniana Giovine Italia, resta per me incomprensibile (v., per nuli, A. TAMARO, Storia di Trieste, voi. II, Roma, 1924, p. 286 e, come documentazione, C. PACNINI, DeWappartenenza di D. Rossetti alla * Giovane Italia, in La Porta Orientale, 1951).