Rassegna storica del Risorgimento

ROSSETTI DOMENICO
anno <1967>   pagina <184>
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184 Giorgia NegreUì
che tale le r ini ne assumerà nel corso del secolo XIX, non esiste ancora. Priva di qualsiasi riferimento politico, essa è un oc abito di pensare, di sentire, di agire , *' che serve a distinguere, più che ad unire; la nazione, per il Rossetti, è ancora la latinità, la tradizione umanistica; l'Italia del Rossetti è ancora tuit'al più quella a cui il Petrarca dedicava la sua a canzone . ~)
Egli non comprende la logica dello Stato moderno; vede nella Rivo­luzione francese, ed in ciò che essa aveva rappresentato, solo la fonte di slealtà, ribellione, bestemmia, ignominie di ogni sorta , di fronte alla <e virtù politica, rappresentata dalla oc fedeltà e divozione verso i Mo­narchi ; 8) ma allo stesso tempo odia e teme l'accentramento buro­cratico, non ne coglie i motivi ideali in quanto non sa porli in connessione con i compiti dello Stato. *' Esso non è, per lui, il centro unificatore degli sparsi elementi della società, ma solo il custode della loro sicurezza e pro­sperità: è quelT Istituto d'Assicurazione di cui parlava quel tale Kreil, osservatore del carattere dei Triestini, ed al quale il Rossetti non sa obiet­tare altro che la scipitezza del paragone, non la sostanza dell'affer­mazione. r''
Il suo spirito di conservatore, che sempre mirava a vincolare la poli­tica a pretesi valori morali, non riconoscendoli nello Stato e non vedendo in esso alcuna idealità,c* faceva della città il punto di riferimento delle proprie aspirazioni politiche, e delle sue tradizioni quel mondo morale che avrebbe dovuto valorizzarle: il pensiero politico del Rossetti non avrebbe mai superato tale orizzonte.
La medesima ispirazione, la medesima mentalità è alla base della sua concezione della storia o, per dirla con il termine da lui usato, della a istoriologia 7) più vicina, in realtà, a quella propria della storio­grafìa dell'antichità che a quella del suo tempo: in essa i popoli, le nazioni non sono altro ebe la (forse inconsapevole) trasposizione, immediata, allar­gata e confusa, dell'entità politico-morale fondamentale, la città.
1) Ragionamento sulla essenza e scopo della poesia, in Scritti, inediti cit., voi. I, p. 597.
2) Gir. per es. La Veglia e l'Aurora cit., pp. 8 sg. e 11,
3) Alla Mncmosìne cit., p. 42.
*) Cfr. per es., Sette lettere d'argomento municipale (1815-Ì819), a cura di G. STEFANI, Trieste, 1944, p. 81 sgg.
6) Alla Mnemasine CÌL, pp. 35*38.
6) Indicativo, sotto questo riguardo, mi sembra anche l'invito al disimpegno politico (e la sottintesa sollecitatone ud.... impegni archeologici) rivolto dal Rossetti (11 gennaio 1830) allo storico e patriota greco Andrea M ustori di, in Scritti inediti cit., voi. II (Epistolario), p 204 sg.
") Cfr. soprattutto Dello scibile, cit., pp. 3-56 e Sulla storia degli antichi popoli italiani dì Giuseppe Micali, Considerazioni, in Ricoglkore italiano e straniero, Mi­lano, 1834 (estr.).
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