Rassegna storica del Risorgimento

ROSSETTI DOMENICO
anno <1967>   pagina <186>
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186 Giorgio Negrelli
settecentesche,*' c'è, alla base di questa sua affermazione. l'habitus di chi, esercitato allo studio della storia locale, è necessariamente attento ad aspetti geografici e topografici, presi come ìndici in base ai quali determinare le possibilità di sviluppo economico e civile di un ristretto consorzio sociale; la trasposizione incontrollata alla storia dell'umanità di questi metodi di ricerca lo porta, così, ad un astratto naturalismo che non gli consente di comprendere i fatti storici nella loro complessa ricchezza di vita.
Ma tutta la sua visione della storia è infirmata dall'angustia di tale an­golo visuale: il particolarismo, da sentimento orgoglioso volto alla tutela di uno spirito comunale che mal sopporta esterne ingerenze, diventa chiu­sura nazionalistica quando si esprime in un rifiuto ad ogni influenza este­riore, perché dannosa allo sviluppo naturale di un popolo che, in tal modo, te contro natura , salta una o più delle sue età . M
<c Anzi che svilupparsi e progredire, vassi coll'innesto a perturbare, ad impedire, ad avvelenare e talvolta a troncare di subito la vita della nazione che altramente avrebbe percorso il naturale suo stadio di vita cogliendovi di passo in passo quella messe di prosperità e di gloria che non le nega mai la natura : è questa l'idea del Rossetti; e, per lui, il momento in cui un popolo vive chiuso gelosamente in se stesso, sviluppando le proprie naturali condizioni di vita, è quello della felicità. Ancora una volta, su questa via, egli si abbandona, allora, al rimpianto dei tempi trascorsi, intesi addirittura come parametri in base ai quali indirizzare l'azione presente: il passato debbesi avere a maestro del presente ,8) ciò significa essenzialmente, per il Rossetti, non allontanarsi dalla linea della tradizione.
Ed in tal senso, nel senso di una tradizione che, al di là dell'esperienza settecentesca, si ricollega a quella celebrata da padre Ireneo, egli fissa la sua posizione politica, confermandola sempre di più attraverso lo studio, ap­punto, della storia locale, dei suoi antichi privilegi e statuti, delle sue seco­lari istituzioni: uno studio nel quale il pensiero del Rossetti trova final­mente l'ambito che gli è proprio.
Con esso, egli sente di adempiere ad un impegno etico-pedagogico fon­damentale, perché ritiene valida politica solo quella i cui elementi siano a dedotti dal passato, applicabili al presente e proponibili per l'avvenire : 4) per questo egli invita i giovani alla ricerca di storia patria, e ad essa dedica il suo Araheografo.
La sottintesa polemica contro il mondo moderno, che anima tutta la concezione del Rossetti, qui, in questi suoi studi di storia locale, assume
4 Così F. Ctism, Un aspetto caratteristico cit., p. 351. 3) Sullii storia cit, p. 12 sgg.
8) Introduzione nlVArcheografa triestino, voi. I, V. , Trieste, 1829, p. 4. *) Allocuzione alla Minerva del 4 dicembre 1835, in Scritti inediti, voi. I, pp. 499-503.