Rassegna storica del Risorgimento

ROSSETTI DOMENICO
anno <1967>   pagina <187>
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// municipalismo di D. Rossetti
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contorni più precisi ed una dimensione più definita: non solo, trova anche una sua collocazione culturale. Non, però, nella tradizione italiana e nem­meno in quella dell'Austria a gìuseppina , ma nella cultura romantica più tipicamente tedesca, in cui l'opposizione all'Ottimismo illuminista, che crede nelle capacità dell'uomo di migliorare la società, rappresenta l'atteg­giamento tipico della mentalità conservatrice.
Sotto molti aspetti, poi, il pensiero del Rossetti sembra ricollegarsi a quello proprio della scuola storica del diritto;1) ma se ne distacca, an­che, in modo decisivo, e non solo per l'angustia dell'angolo visuale che gli è proprio. Manca, infatti, in lui, quell'idea che, della nazione e dello Stato, già avevano i romantici tedeschi; né il suo concetto della nazionalità , stru­mento di difesa del particolarismo, può avere la forza e l'efficacia di quel Volksgeist che, col suo flusso spontaneo, distrugge le vane costruzioni del­l'intelletto astratto. Ma, di fronte allo stesso problema della codificazione, 1 "atteggiamento del Rossetti è sostanzialmente diverso da quello tenuto dalla scuola storica : ne è testimonianza non solo la sua partecipazione ai la­vori per la compilazione di un Codice Marittimo austriaco,s) ma anche la sua stéssa continua aspirazione ad un riordinamento degli statuti locali, dove proprio nel tentativo di contemperamento del nuovo con l'antico egli avrebbe finito col celebrare un concetto di diritto che, per la sua (almeno tendenziale) immobilità, avrebbe negato (in chiave conservatrice), con quel­l'idea di spontaneità e movimento che era alla base della concezione della scuola storica, il senso stesso della varietà - se non nello spazio nel tempo, della storia umana, 9
Tutti questi diversi e discordanti elementi, presenti in tutta la produ­zione del Rossetti, possono essere ritrovati anche nella sua opera più nota, che unitamente alle Lettere scritte ad un amico sintetizza, quasi, il suo stesso pensiero politico: in quella Meditazione storico-analitica sulle franchigie della città e porto-franco di Trieste dall'anno 949 fino all'anno 1814* che egli stampò a Venezia nel 1815, per sollecitare dall'Austria, dopo la liberazione , il ripristino dei privilegi di cui aveva goduto non solo il Porto Franco, ma anche l'antico Comune.
1) Fa allievo devoto del Savigny quell'Antonio Salvotti il famoso < inquisitore del processo Pellico-Maroncclli che ebbe col Rossetti (di cai, nel 1820 poco prima dei celebri processi, dunque , sposò una nipote) durevoli rapporti di af­fettuosa amicizia (cfr. utilmente le Lettere di D. Rossetti ad A. Salvotti, pubblicale da X GASPAKI.M in Rivista di Studi Trentini di Scienze Storiche, 1956, pp. 355-365).
2) Nel 1832 il Rossetti fu chiamato a far parte della Commissione aulica per la compilazione del Codice Marittimo e, Tanno dopo, ebbe l'incarico di curare la stesura di un progetto: egli ci si impegnò fino al 1840 (per quasi tutto il resto della vita, che morì, infatti, il 29 novembre 1842), ma ì lavori non si conclusero ed il suo progettò fu archiviato.
*) Cfr. per es. Tecnonomia Tergesti. Introduzione cir., p> 690