Rassegna storica del Risorgimento

ROSSETTI DOMENICO
anno <1967>   pagina <188>
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188 Giorgio iegi'i>lU
In quest'opera, in cui il Rossetti enumera ed Elustra iu ordine cro­nologico tutte le franchigie godute dalla città e dal Porto Franco, l'as­sunto è evidente: dimostrare che, dall' atto di dedizione all'Austria, del 1382, fino all' infausta pace di Vienna, Trieste aveva mantenuto fonda­mentalmente intatta la sua autonomia; le stesse modificazioni apportate alle istituzioni locali dalla costituzione del Porto Franco non avrebbero intac­cato nella loro sostanza le e franchigie diplomatiche e politiche primitive ( tutte affatto indipendenti dalla mercantile esistenza di Trieste ). *> Non solo: quanto dell'antica costituzione fu modificato, venne da quella del porto-franco convenevolmente supplito, e quanto dell'antico reggimento ri­mase senza vera sovrana riforma amalgamatosi saviamente col nuovo si* stema di leggi e di cose, costituisce quel giusto e proporzionalo privilegiato governo, di cui Trieste nell'attuale sua politico-mercantile esistenza essen­zialmente abbisogna; e [occorre, dunque, rendersi conto] che per conse­guenza la conservazione di tutto ciò, e l'allontanamento di ogni abuso debba ora aversi principalmente di mira, affine di assicurare per sempre la pro­sperità di Trieste nella sua totalità . ->
Non seguirò, naturalmente, il Rossetti nella sua lunga spesso in­genua e non sempre rigorosa esposizione documentaria (importante, tut­tavia, perché prima nel suo genere): mi limiterò, invece, a cercar di cogliere gli aspetti salienti di quel sottinteso discorso che regge ed accompagna tutta la fredda elencazione dei documenti.
La prima base giuridica della secolare autonomia municipale starebbe, dunque, nello strumento del 21 febbraio 949, in forza del quale il ve­scovo Giovanni III avrebbe venduto intieramente al popolo triestino quella Trieste che, già suddita per diritto di conquista di Lotario I, era stata da questi donata al vescovo Giovanni II. La comunità, intesa come un tutto, con un vero e proprio contratto di compravendita avrebbe, per­tanto, acquistato la propria sovranità ed indipendenza, e tale indipendenza essa avrebbe difeso nei secoli seguenti, tra le alterne vicende delle continue guerre condotte contro il potente vicino veneto, finché, nel 1382, per assi­curarsi pace e libertà nell'avvenire , avrebbe deciso di dedicarsi al do­minio dell'Arciducato d'Austria .
L'ipotetico atto di dedizione del 1382 ha un'importanza capitale per la tesi del Rossetti: è questa, infatti, la fonte principale del diritto che reggerà la vita della Trieste futura. Ciò che, innanzi tutto, gli importa di­mostrare è che i Triestini, allora, avrebbero agito qua! popolo indipen­dente : di fronte all'arciduca Leopoldo, la comunità triestina si sarebbe
!) Cfr. Meditazione di., p. 274.
?) Ibidem, p. 257
8) Ibidem, p. 14 Bgg.
Ibidem, p. 35 egg. pp. 102-107.