Rassegna storica del Risorgimento

ROSSETTI DOMENICO
anno <1967>   pagina <193>
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// municipalismo di D. Rossetti 19B
unV artificiale , che a fu guerriera e commerciale e marittima ; la ca­duta dei Romani segnò la fine di questa vita artificiale e Trieste ri ionio a mano a mano allo stato suo naturale, finché altra causa nuova estrinseca non venne a dargli altro impulso e direzione, ed a ricostruire una nuova artifi­ciale esistenza: quella del commercio, come scopo unico ed esclusivo .
Ora che, dunque, Trieste è servita a e far nascere la commerciale in­dustria della Monarchia ; ora che le è stata tolta perfino la possibilità di restituirsi a quella felice patriarcale mediocrità che godette ne' secoli ad­dietro , ora scriveva il Rossetti <c bisogna indispensabilmente porre in uso tutti i mezzi possibili e confacenti per tenere in vita ed in qualche fiore l'artificiale commercio di Trieste .
Produttore di una prosperità non naturale, ma artificiale, il bene­ficio del Porto Franco non solo non escludeva il patto fondamentale che le­gava la città all'Austria, ma non poteva nemmeno esserne ritenuto una normale conseguenza: esso si aggiungeva al rapporto preesistente creando un nuovo rapporto. Era un privilegio concesso dal Sovrano e, perciò, se da una parte Trieste aveva il diritto di godere di una particolare libera ed autonomia, nell'ambito che quel titolo le assegnava, dall'altra essa poteva pretendere di veder tutelato e garantito l'effettivo esercizio di tale suo di­ritto: per questo il commercio triestino poteva avanzare la continua richie­sta non solo di ampia libertà, ma ben anco di segnalata protezione . 2)
Ma, d'altra parte, la prosperità assicurata a Trieste dal privilegio del Porto Franco era pur sempre artificiale e, come tale, non appariva suf­ficiente ad appagare le esigenze di quel mondo morale che il Rossetti vo­leva veder realizzato nella città: secondo lui, la moralità era infatti legata come ho già accennato al naturale svolgimento e sviluppo della vita dei popoli, nella storia, al di là di esterne, derivanti influenze. Quando, in­fatti scriveva il Rossetti 3* Trieste viveva ancora nella sua naturale esìstnza, suoi cittadini formavano, nella concordia, a una sola quasi pa­triarcale famiglia : tutto era uno e comune , le loro azioni erano esem­pio di virtù civica; nel suo attuale stato artificiale, invece, gli abitanti non vogliono più essere cittadini , ma persone avventizie e, disinteressan­dosi della città, determinano il declino della sua vita morale.4)
) Meditazione, QÌL. pp, 204*210, dove il Rossetti enumera tutte le necessarie misure protezionistiche etc.,. per rendere sempre vivo ed operante l'Emporio ed il Porto Franco.
2) Ibidem, p. 209.
8) Ibidem, p. 138 sg.
4) L'idea secondo la quale la proprietà fondiaria sarebbe in grado di favorire tatto ciò di cui si compone l'esprit preservatevi necessario alle associazioni politiche, e di sviluppare - - legando gli 6tcBì interessi del proprietario al paese che abita un sentimento di attaccamento alla patria, alle istituzioni (laddove, con il movi mento dei capitali, la proprietà industriale separerebbe gli interessi dal < pa-