Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIANI BRASILE 1854-1966
anno <1967>   pagina <196>
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RASSEGNE, DISCUSSIONI E VARIETÀ
I BREVE STORIA HH
B DELLA STAMPA ITALIANA IN BRASILE B
Fra i paesi del continente americano il Brasile fu uno degli ultimi ad avere una slampa propria. Ciò perché il Governo di Lisbona riteneva inutile e dispendiosa l'istallazione di tipografie nella colonia, alla quale potevano ba­stare i libri che si stampavano in Portogallo: ma non era certamente estraneo anche il sospetto che la nascita di una stampa brasiliana potesse pregiudicare la tranquillità e l'obbedienza dei sudditi d'oltre oceano mediante la penetra-zione di idee che, nel corso del secolo XVIII, avevano sconvolto l'Europa con­servatrice e avevano già provocato, nel Nordamerica, guerre e movimenti di indipendenza. L'Inghilterra per prima aveva sentito le conseguenze dell'illumi­nismo trasportato nel nuovo continente; ma l'esempio degli Stati Uniti, oltre che un monito per le altre Potenze coloniali d'Europa, era anche uno stimolo contagioso per i popoli americani ancora soggetti e spesso avaramente sfrut­tali. Per questo i Portoghesi colonizzatori tenaci e scaltriti, diffidavano di una stampa coloniale e, anche se non emanarono apposite leggi per vietarla, fu­rono sempre pronti a impedirne la nascita. Ne fanno fede le diverse ordinanze regie che, al momento opportuno, venivano a soffocare ogni tentativo di im­piantare tipografie anche molto rudimentali nelle città del Brasile. Ci basti citare un esempio. L*8 giugno 1706 il Governo di Lisbona, avendo saputo dell'esistenza di una piccola stamperia a Reei fé, inviò al governatore Francisco De Castro Menezes l'ordine di sequestrare i caratteri e ordinare ai proprietari e alle maestranze della tipografia di non stampare né permettere di stampare libri o fogli sciolti *). In seguito queste ordinanze divennero anche più fre­quenti e più severe. Si pensi che ai primi del secolo scorso a Rio de Janeiro circolava soltanto un giornale, A Gazeta de Lisboa, e gli scrittori brasiliani potevano pubblicare le loro opere solo in Portogallo.
La situazione cambiò quando, in seguito alla minaccia napoleonica, il re del Portogallo Giovanni VI si trasferì in Brasile con la sua corte. Allora, natu­ralmente, si senti la necessità di una stampa di Stato e si creò la cosiddetta ipressao règia >, dalla quale, oltre a pubblicazioni specificatamente gover­native, asci anche, il 10 settembre 1808, il primo giornale veramente brasiliano: A Gazala do Rio de Janeiro ricalcata sul modello della Gazeta de Lisboa*
In quel tempo non esisteva ancora in Brasile una colonia italiana né si erano ancora fatti sentire gl'influssi della nostra cultura: sarebbe quindi as­surdo pensare che vi potesse sorgere una stampa italiana come, fin dai primi decenni del secolo, ve ne era sorta una francese e inglese per la forza di espan­sione economica e culturale che già in quel tempo le Francia e l'Inghilterra esercitavano nel Sudameriea-'. Poco più tardi apparvero anche giornali tedeschi,
*) Questa ordinanza regia è riportata nel volume di LICURGO COSTA e BARROS VFDAL, HUtótia e evolugàn da impresa brasUeìra, Ilio de Janeiro, 1940.
2) Citiamo i seguenti giornali francesi e inglesi usciti per primi in Brasile: Conrier du Fi rési l e Echo de FAmirique du sud (1829), The Rio Herald (1829), LUerary intelligence (1830).