Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIANI BRASILE 1854-1966
anno <1967>   pagina <197>
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La stampa italiana in Brasile 197
essendo cominciata assai presto l'emigrazione tedesca verso Rio Grande del Snd (1824): ma dall'Italia non si ebbe una vera emigrazione fino agli ultimi decenni del secolo scorso. Se infatti si consultano le statistiche relative al nu­mero degli Italiani immigrati in Brasile prima del 1870, si hanno i seguenti indici: 180 Italiani nei 1836; 5 nel 1847; 2 nel 1852; 22 nel 1853; 431 nel 1862; 2.092 nel 1864lK I primi nuclei italiani, in genere, erano formati da patrioti o esiliati politici che cercarono subito di diffondere idee liberali e repubblicane nel Sudamerica e cominciarono a fondare cellule della Giovine Italia lungo la costa del Brasile, approfittando della tolleranza politica della monarchia dei Braganza. A questo fine poteva essere di valido strumento non tanto la stampa italiana quanto quella in lingua portoghese. Lo stesso Mazzini nelle lettere ai suoi collaboratori d'oltre oceano consigliava di curare la propaganda delle opinioni... negli organi del Paese 2). Ma già prima della propaganda mazzi* niana il medico ligure Libero Baderò fondava, il 23 ottobre 1829, YObserva* dor Constituctonal. il terzo giornale, in ordine cronologico, edito a S. Paolo, dopo O paulista e O farai paulistano. Era un giornale liberale, che si opponeva ad ogni forma di despotismo e lottava per un ordinamento democratico del Bra* sile. Si può affermare che proprio da quel giornale sia uscita la voce più autore­vole e coraggiosa contro la reazione dei gruppi politici che ostacolavano lo svi­luppo della nazione verso mi assetto sempre più libero e democratico. Quelle dell'Ofoervador Constitucional furono le pagine più impegnate e feconde in un momento decisivo per la politica interna del Brasile, ma esse causarono anche la morte del Badare, ucciso a tradimento, il 20 novembre 1830, da quei nemici che egli aveva attaccato con la sua penna. Poche settimane prima, il 17 settembre 1830, egli aveva scritto nel suo giornale: ...Altamente dichiariamo di non aver la minima paura delle minacce. Qualunque cosa accada, il nostro cammino è segnato e non ce ne allontaneremo: non c'è forza al mondo che ci possa far cambiare strada se non quella della ragione, della giustizia e della legge. Stiamo in faccia al Brasile e per servirlo riterremo bene spesa anche la vita >. Oggi Libero Badarò, nella storia del Brasile, ha il posto riservato a coloro che perirono per la libertà. A lui è intitolata, a S. Paolo, l'antica via S. José, dove appunto lavorava alla redazione del suo giornale e dove trovò la morte 6). A Porto Alegre, press'a poco in quello stesso periodo, un altro giornalista italiano lavorava per la diffusione delle idee repubblicane attraverso i giornali Continentino e O republicano. Era Tito Livio Zambeccari, un patrizio bolo­gnese entrato nella carboneria nel 1821 e costretto all'esilio per sfuggire alla forca. Passato in Francia e in Inghilterra, s'era poi imbarcato per l'America Latina e s'era messo al servizio della provincia di Rio Grande del Sud solleva­tasi contro il Governo di Rio de Janeiro. In breve tempo egli divenne il consigliere e il principale collaboratore di Dento Concelves capo della rivolu­zione farrottpUha*).
i) Questa statistica è stata pubblicata da ARTHUR HKHL e J. FERNANDO CARNBIRO, Imi grugno e coUmizacào no Brasil (Edizioni della Facoltà Nazionale di Filosofia del-l'Università del Brasile).
2) Scritti editi ed inediti di Giuseppe Mazzini, Imola, Calcali, voi. LXI, 1932, p. 111. Lettera a G.B. Cuneo del 4 agosto 1858.
a) p i dettagli sull'ansastinio di Libero Badato di vedano ì giornali brasiliani dell'epoca (O Retiate, Aurora fluminense, O farol pauUstano ecc.) ed anche le pagine dedicate al giornalista italiano da FRANCO CENNI, Italiano no Brusii, S. Paolo, 1962.
4} il termine farroupUha significa e straccione ed era l'epiteto che ì monur-