Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ITALIANI BRASILE 1854-1966
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Mario Nati
Poco dopo la ribelle repubblica riograndense creò un suo organo ufficiale ai stampa intitolata O porri, la cui redazione venne affidata al mazziniano Luigi Rossetti, anche lui mi esule politico obbligato a lasciare la sua nativa Genova per sfuggire alle persecuzioni dei Governi reazionari Attraverso quel giornale. Luigi Rossetti fu per tre anni il portavoce della rivoluzione farronpilha e, al tempo slesso, dell'Italia risorgimentale che riviveva negli articoli pubblicati sul battagliero 0 poto impregnato del pensiero del Mazzini e dello spirito che animava i patrioti italiani di quel tempo. Per fortuna si custodiscono ancora, nell'archivio storico dello Stato di Rio Grande del Sud, i 160 esemplari di quel giornale, che uscì in un momento difficile (dal 1838 al 1840) e in mezzo alle più dure difficoltà. Questi esemplari costituiscono una delle fonti più preziose per la storia della repubblica riograndense, in cui ebbero parte, insieme con Rossetti e a Garibaldi, molti altri Italiani. Oggi si prova una certa commozione a rileggere, nelle copie di quel giornale, alcuni articoli, anonimi, ma nei quali è facile scoprire la mano del fedele discepolo di Mazzini specie quando si ritrova per esempio nel brano che citiamo dalla prima edizione di O poto 1 tono grave e sentenzioso del Maestro: Il potere che dirige la rivoluzione deve preparare gli animi dei cittadini ai sentimenti di fraternità, di modestia, di uguaglianza e di ardente e disinteressato amore per la patria... La repubblica è per noi quella forma di governo che sola può dar luogo allo sviluppo armonico di tutte le facoltà dell'uomo .
Questa breve premessa, sebbene necessaria all'inquadramento del nostro studio, non ci ha ancora introdotti nella vera storia del giornalismo italiano in Brasile, la quale, secondo noi, ha una data d'inizio precisa: il 2 luglio 1854, in cui appare per la prima volta L'iride italiana, che deve considerarsi il primo giornale italiano stampato in Brasile.
Non è facile tracciare un panorama storico del giornalismo straniero in Brasile essendo la bibliografia quasi inesistente e le raccolte giornalistiche scarse o incomplete. Spesso specie delle edizioni più antiche le biblioteche o gli Istituti storici posseggono un solo esemplare che non può essere certo sufficiente a delineare la fisionomia di un giornale: di altri giornali restano addirittura soltanto i nomi giunti fino a noi attraverso citazioni rinvenute nella stampa o in varie pubblicazioni del tempo (studi, elenchi, saggi ecc.). À volte, però, l'incertezza delle testimonianze e il particolare delinearsi di situazioni storiche hanno fatto parlare di pubblicazioni che forse non sono mai apparse. Anche l'esistenza de La Giovine Italia, giornale che sarebbe uscito nel 1836 a cura dei patrioti italiani che si trovavano a Rio de Janeiro, tra i quali c'erano appunto dei giornalisti come Luigi Rossetti, Michele Landò e Gian Battista Cuneo, è piuttosto dubbia, sebbene non manchino accenni indiretti in alcuni do-riunenti dell'epoca.1) Può darsi che effettivamente in quel tempo, essendo la Congrega della Giovine Italia in Rio de Janeiro -> attiva e piena d'entusia-
rhir.i e i conservatori davano ai rivolto della prò vincili del Mio Grande dui Snd, sollevatasi nel 1835 e dichiaratasi indipendente dall'Impero del Brasile.
1) Si veda, per e., TM vita ài Garibaldi di GUSTAVO SACERDOTE, Milano, 1933, ed anche il maggio di SALVATORE CANDIDO, Gli Italiani nell'Amorini del Sud pubblicato nel n. 5*6 (maggio-giugno 1961) de II veltro.
2) Sono le parole uaute dall'aw. Scipione Domenico Fabbrini, incaricato d'affari della Santa Sede, in un rapporto del 13 maggio 1838 alla Segreteria di Stato. 11 riporto è conservato nell'Archivio segreto vaticano.