Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIANI BRASILE 1854-1966
anno <1967>   pagina <199>
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La stampa italiana in Brasile
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sino, si stampasse un foglio di propaganda mazziniana in qualche ritrovo se­greto degli esuli italiani, per esempio nella residenza di Luigi Delle Case, che era uno dei punti di incontro più frequentati dai mazziniani: ma forse non si trattava di un giornale nel vero senso della parola. D'altra parte sembra strano che nella stampa brasiliana dell'epoca, che non di rado parla delle imprese pi­ratesche dei patrioti italiani (per esempio il Jornai do comércio). non si trovi menzionato un giornale chiamato Giovine Italia e che neppure se ne faccia cenno nei documenti conservati nell'Archivio storico di Rio de Janeiro, soprat­tutto in quelli relativi alla rivoluzione riograndense, dove compaiono, tra gli altri, i nomi di Cuneo e di Rossetti. Anche Garibaldi nelle sue memorie non parla di una simile pubblicazione e nemmeno ne parla l'incaricato d'affari del Piemonte, cosi sollecito a segnalare al suo Governo la presenza di Garibaldi e di altri sudditi sardi nella capitale brasiliana.
Non ci resta, quindi, che far cominciare la storia del nostro giornalismo in Brasile dall'apparizione del più antico giornale stampato in italiano (appunto L'iride italiana.), di cui si conservano gli esemplari nella Biblioteca Nazionale di Rio de Janeiro.
Come già si è detto, L'iride italiana apparve il 2 luglio 1854. Era un giornale che veniva diffuso in Brasile ed anche all'estero. Lo aveva fondato e lo diri­geva il prof. Alessandro Galleano-Rivara, un ligure (era nato a S. Pier d'Arena nel 1820) intelligente e fornito di buona cultura, il quale, nelle sue lunghe pere­grinazioni in terre straniere, aveva mantenuto vivo l'amore della patria e della lingua materna. Arrivato in Brasile nel 1854 si era subito cattivata la stima e la simpatia dell'Imperatore, che lo nominava, in quello stesso anno, profes­sore di lingua italiana nel Liceo Fluminense o Collegio D. Pedro II> e lo aiutava a fondare il primo giornale italiano.
L'iride nacque con intenti esclusivamente culturali e soprattutto con lo scopo di diffondere la lingua italiana, come si può subito capire dalle colonne del primo numero in cui il Galleano-Rivara presentava il giornale ai lettori: È da lungo tempo che io sto lottando contro le difficoltà che s'affacciano ardite e molteplici a combattere la propagazione d'una mia idea, d'una idea che non m'abbandona mai... Ella iva gridando alla mia coscienza: Parla italiano dove vai; versa il sì dolcissimo della tua penisola nel grembo della sorella che ella ama ... E per meglio definire il carattere del suo giornale aggiungeva: Non sono accettate le polemiche vergognose e le critiche avve­lenate. Il giornale ha per sua divisa dolcezza, mansuetudine e giustìzia. Si chiama L'iride perché intende a dar luce e a non oscurarsi con bassezze . Un giornale, quindi, pulito e discreto, il cui scopo era quello di unire sempre meglio l'Ita­lia al Brasile attraverso i legami della cultura, in quanto non voleva soltanto spargere vieppiù e fortificare l'amore alle nostre lettere italiane , ma anche recare all'Italia molte e rare bellezze della letteratura portoghese . Come si vede, la politica culturale fra i popoli può essere considerata, nel metodo e nel­l'impegno organizzativo, una conquista della nostra epoca, ma come esigenza era già sentita molto tempo prima. Di ciò L'iride italiana è un documento elo­quente in ogni sua pagina, dove il lettore non soltanto trova articoli sobri e chiari poesie italiane con a fianco la traduzione portoghese (il primo numero ospita il primo canto del 17/erri di Dante) e perfino piccole lezioni di lingua italiana spiegata secondo un metodo semplice e pratico, ma anche quel senso di armonia spirituale che é frutto della Immanità e sembra sprigionarsi attra­verso un dialogo intelligente e sereno. A volte - - raramente e di sfuggila vi