Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ITALIANI BRASILE 1854-1966
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1967
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202
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202
Mario Nati
feroci laddove era necessario impegnarsi nella lotta* Non di rado le pubblicazioni italiane assumevano anche un colore politico sia come riflesso dei movimenti che si operavano in quel tempo in Italia (socialismo, massoneria, partito d'azione ecc.) sia come partecipazione allo sviluppo sociale delle nuove terre cui gl'immigrati davano il contributo della loro operosità e intelligenza. Perciò ci si ingannerebbe se si pensasse di trovare, nella stampa italiana del tempo, soltanto la voce di un raggruppamento etnico preoccupato solo di difendere i propri interessi e alieno dalla vita del paese che lo ospita. Non mancavano naturalmente, giornali che erano in prevalenza l'eco della colonia italiana (per es. L'immigrante e II Garibaldi sorti entrambi del 1885), ma accanto a questi c'erano giornali massonici, come II simbolismo (1892). H risveglio (1898), La battaglia (1904), o giornali socialisti come Gli schiavi bianchi (1892), Avanti (1900), La parola dei socialisti (1906), ovvero giornali umoristici spesso ben illustrati che staffilavano la società del tempo. Tra questi ultimi vogliamo ricordare Diavolo nero (1892) - il primo settimanale del genere che si definiva periodico semiumoristico-veridico-pungente-sferzante ecc. e aveva come motto castigat ridendo mores, Il ficcanaso (1895), 12 tribuno (1898), II monello (1899), Zazà (1899), L'asino (1901) ecc. Non mancavano poi giornali dedicati quasi soltanto alla reclame e agli annunci commerciali, come La Toscana (1905), un mensile che era pubblicato a cura dell'omonima ditta commerciale e aveva per motto : La pubblicità è l'anima del commercio O segredo do enuncio é a insistendo . Forse non si va lungi dal vero affermando che questi giornali insegnarono anche lo stile garbato ed elegante della propaganda, la quale a volte veniva presentata perfino nella forma poetica di stornelli. Cosi,, per esempio, si presentava il settimanale La follia ai suoi lettori:
Fior di gaggia
rende il mille per cento la reclame
se è fatta sul giornale La follia.
Tutta questa attività giornalistica italiana non poteva non svolgersi a fianco della stampa nazionale, con cui a volte vi erano scambi diretti, specie per la bravura di alcuni nostri giornalisti che venivano apprezzati e imitati. Si dava così il caso di giornalisti italiani che lavoravano contemporaneamente per giornali italiani e brasiliani come il brillante Mario Cattaruzza corrispondente anche del giornale genovese // secolo che, dopo aver lavorato a II messaggero, passò allo Esiodo de S. Paulo, il più importante giornale brasiliano, e più tardi, mentre scriveva un articolo al giorno per il Fanfulla, collaborava anche al giornale vespertino A nottata e al Follia do norie. Lo stesso ri può dire di Nicola Ancona Lopes direttore della Tribuna italiana e poi collaboratore da Roma dello Esiodo de S. Paulo, di Carlo Parlagreco redattore capo della Gazeta de noticias, di Colombo Leoni collaboratore della Cidade do Rio, di Salvatore Nicosia, di Francesco Pettinati e di altri. Particolarmente apprezzati erano alcuni giornalisti italiani specializzati nella stampa umoristica e nell'arte della caricatura. Ci basti ricordare Angelo Agostini, che arrivò a S. Paolo ancora adolescente e in breve divenne uno dei più apprezzati caricaturisti del Brasile e fondatore di giornali in lingua portoghese che ebbero grande successo (Diaho cóxo a S. Paolo, Vida fluminense e O mosquito a Rio de Janeiro)*
Questo largo contributo dei giornalisti italiani alla stampa brasiliana non