Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIANI BRASILE 1854-1966
anno <1967>   pagina <203>
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La stampa italiana in Brasile
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è venuto mai meno: ancor oggi, visitando a Rio de Janeiro e a S. Paolo reda­zioni di giornali importanti, ci è capitato spesso di incontrare Italiani tra i più attivi e qualificati redattori.
I numerosi giornali italiani che si stamparono in Brasile nel periodo ricor­dato furono quasi tutti settimanali. Vogliamo ora ricordare alcuni quotidiani. Non furono molti, perché stampare un giornale quotidiano in un'epoca in cui non esistevano ancora, almeno in Brasile, macchine moderne e neppure agenzie di stampa, non era certo impresa facile;1) eppure tra i pruni giornali quotidiani apparsi in Brasile non mancano titoli italiani come: II pensiero (1809), // mes* saggerò (1891), il Roma (1892), il FanfuUa (1893), la Tribuna italiana (1894), L'operaio (1898), la Gazzetta del popolo (1899), Avanti (1900), Il giorno (1903), il Corriere italiano 1904), Il secolo (1906), Vitaliano (1910). Di questi quotidiani vorremmo dire di più se non ce lo impedissero i limiti che ci siamo proposti in questa sintesi. Vogliamo solo spendere qualche altra parola per il Fanfutta che è l'unico giornale italiano sopravvissuto di quell'epoca. Fu fondato da Vita­liano Rotei lini, che per molti anni ne fu il direttore. Vi collaboravano, fra gli altri, il già ricordato Mario Cattar uzza, il poeta Alessandro Sfrappini, il cari-cuturista Pòrto Alegre, il critico teatrale Torquato Sacchi, l'umorista Natale Belli. Il primo numero uscì il 17 giugno 1893. Da principio il giornale era settimanale, ma poi (forse dai n. 40 in avanti) divenne quotidiano e raggiunse una tiratura molto alta. Rimase sempre un giornale serio e garbato, ma quando doveva assumere una posizione o impostare un grave problema, allora diven­tava impavido e battagliero. Ciò si vide soprattutto allorché il Fanfutta scese in campo, pubblicando coraggiosamente nomi e documenti ineccepibili, contro certe compagnie di navigazione che, all'epoca del grande flusso migratorio, avevano subdolamente organizzato una specie di tratta dei bianchi ; e si vide anche nel dibattito sulla partecipazione degli Italiani alla vita politica del Paese ospitante e. in particolar modo, nella campagna in difesa dell'Italia du­rante la prima guerra mondiale. In seguito a un'esaltazione patriottica, spie­gata anche da altri giornali, partirono dal Brasile, per difendere le nostre frontiere, circa settemila giovani. Tra questi possiamo idealmente comprendere Amerigo, figlio unico di Vitaliano Rotellinì, studente universitario, caduto nell'agosto 1917. II FanfuUa ebbe, naturalmente, i suoi momenti difficili e di crisi, specie dopo che terminò l'afflusso migratorio italiano e andò via via spegnendosi l'interesse per la stampa italiana. Del resto fu quella la sorte di tutti i giornali italiani dalla prima guerra mondiale in avanti: morirono, di­remmo, per mancanza di lettori interessali. Molti anni dopo la prima guerra, nel 1925, usci // moscone* un mensile illustrato che nel 1941 cominciò ad essere redatto in portoghese col titolo Moscardo. La stessa sorte toccò anche alla rivista mensile La stella, fondata nel 1937 da Consolato A. Cozznpoli e tramuta­tati, nel 1942, nella rivista portoghese A estrela.
La stampa italiana sopravvissuta in Brasile si riduce ai pochissimi giornali che ancora escono a S. Paolo e sono appunto il quotidiano Fanfutta e i setti­manali Tribuna degli Italiani e Giornale degli Italiani fondati rispettivamente nel 1948 e nel 1949: ma a dire il vero sono giornali - - specie gli ultimi due -che rappresentano ormai poco nella vita del Paese e tra gli stessi Italiani.
i) Le prime macchine moderne apparvero, a S. Paolo, nel 1904 nelle officine ,ì,l FanfuUa. Per le notizie ci si serviva del telegrafo nazionale. Più tardi ai ebbe. la. prima agenzia di stampa a Rio, la * Havas .