Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIANI BRASILE 1854-1966
anno <1967>   pagina <207>
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La stampa italiana in Brasile
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dovuto assistere, con mio rincrescimento, a spettacoli che offendono noi Ita­liani in tutte le maniere possibili. D'altra parte certa stampa locale, che ha molto pronunziato il bernoccolo dell'antipatia per i nostri connazionali, coglie la più piccola occasione per scrivere delle filippiche e lanciare ad ogni pie sospinto degli insulti contro di essi . Eppure quel giornale era stato pronto, poco innanzi, a riconoscere le benemerenze del Paese nella questione degli immigrati italiani e l'aveva fatto con quella serietà con cui si era sempre di­stinto e che ritroviamo, per esempio, nel brano seguente del 31 dicembre 1890: Molte volte, validamente coadiuvati da col leghi onesti e volenterosi, abbiamo alzata la voce a criticare e stigmatizzare gli abusi, la mancanza di ordine, la deficienza di serietà che riguardo agli stranieri si è dovuto lamentare, e l'ab­biamo fatto francamente, senza sottintesi, con quella lealtà e sicurezza che è sempre stato il nostro oriflamma, lo stendardo delle nostre battaglie, la luce della nostra coscienza: a sua volta ora dobbiamo per débito di onestà far va­lere la nostra parola in prò di quanto di bene si è compiuto. Il progresso è lento, ma sicuro, e chi negar ne volesse la certezza, il cammino, l'infallibilità, negherebbe la luce del sole: diciamo un progresso lento, perché da un Paese che attraversa lo stadio critico delle riforme d'un sistema morto e bandito [Tanno prima era caduta la monarchia], dello sfacelo di una istituzione deca­duta, della creazione di un nuovo monumento alla civiltà nazionale, della crea­zione di leggi più libere, più rispondenti alle idee di umanismo che la terra di Colombo gelosamente coltiva e custodisce, non si può certo aspettare che da un'alba ad un vespero tutto sorga nuovo di luce, d'idee, d'intendimenti .
La vita del Paese, come si vede, è accompagnata con interesse e quasi con passione dai giornali italiani, i quali si preoccupano perfino delle spese che si fanno nell'abbellimento della capitale per tema che il bilancio dello Stato ne risenta uno sforzo eccessivo. L'eco di queste preoccupazioni risuona, per esem­pio, ne La voce d'Italia del 25 settembre 1905 : È audace l'impresa, per quanto .ammirevole ed utile, ma... c'è un ma. Si son ben calcolate le spese, si son consultate le condizioni finanziarie della nazione? . E preoccupazioni ancora più gravi, per la situazione politica del paese, le troviamo ne II bersagliere del 4 gennaio 1914, che non nasconde tutto il suo risentimento verso quelle forze che minano l'esistenza e il benessere del Brasile: Di fronte alla grave situazione politica che questo paese attraversa, sentiamo il dovere di esporre su di essa il nostro pensiero, non per la vana pretesa di voler giudicare dei fatti che riguardano la vita interna della nazione, della quale siamo ospiti, ma per­ché una somma rilevante di interessi materiali e morali lega la nostra nume­rosa colonia e di rimando la stessa patria nostra all'avvenire, alle sorti del Brasile. E pochi giorni dopo (8 gennaio 1914) lo stesso giornale aggiunge: Nello svolgimento della lotta Serissima che i partiti avversi al Governo oggi aspramente, ferocemente combattono contro di esso e contro il partito che lo appoggia, a noi sembra che si sta eclissata la visione del prestigio e della gran­dezza della patria. Stranieri siam noi, che scriviamo con profondo e sentito rammarico siffatte parole di.censura; ma stranieri siamo di quelli che nutrono affetto sincero ed antico per questo paese, del quale volontariamente siamo ospiti non ingrati, ed al quale ci sentiamo legati, oltre che da vivi sentimenti di simpatia, anche da quelli non meno forti né meno vivi che ci prendono ad esso per le famiglie nostre qui sorte e qui stabilite.
ìju questo motivo del Brasile come seconda patria amata e rispettata la nostra stampa insiste, anche se la patria di origine non si dimentica ed anzi