Rassegna storica del Risorgimento
MANCINI PASQUALE STANISLAO; MAZZINI GIUSEPPE; NAZIONE (CONCETTO
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1967
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Maria Assunta Monaco
rire fine alla sua manifestazione in campo politico ed alle sue vittorie è fare la storia del nostro Risorgimento: è proprio questo, infatti, il concetto nuovo del pensiero politico che ha preceduto e diretto l'azione rivoluzionaria italiana. L' idea di nazione > o nazionalità è il particolare significato attribuito al termine nazione dagli scrittori e patrioti risorgimentali. In questo periodo, anzi, le due espressioni nazionalità > e nazione vengono usate per lo più indifferentemente, confondendo, più o meno volutamente, la nazione concreta quale risulta dai fattori territorio, lingua, costumi e tradizióni, con l' idea di nazione , cioè con la concezione spirituale di essa, quale coscienza e fine comune. Come è noto Mazzini riteneva che i dati geografici tradizionali e linguistici vale a dire gli elementi che caratterizzano secondo il modo comune di vedere le nazioni non sarebbero che Vindizio delle situazioni nazionali .1)
Anche il termine nazionalità è nuovo: si può dire sorlo nel periodo napoleonico, quasi contemporaneamente in gran parte dell'Europa occidentale, sebbene la sua massima diffusione avvenga nel vero e proprio periodo risorgimentale: la voce di Mazzini conferirà al termine un accent jusque-là inconnus e contribuirà a rendere popolare questa espressione nel periodo tra il 1830 ed il 1848. Successivamente essa dilagherà nell'Europa orientale, diffondendosi fra tutti i popoli sconvolti dalle rivoluzioni e dalle guerre. s>
L'idea di nazione, quindi, sviluppatasi contro il cosmopolitismo del Settecento, si afferma in pieno col Romanticismo: essa rappresenta in campo politico la reazione a ciò che vi è di comune negli uomini in nome di ciò che essi hanno di particolare. Essa rivendica i diritti del sentimento, della fantasia, delle tradizioni, contro la ragione che tutto uniforma e livella. Contro riUuminismo che aveva creduto di poter dettare leggi uguali per tutti gli uomini della terra, il Romanticismo afferma la necessità di provvedimenti diversi per ciascuna nazione, perché conformi alle sue peculiari caratteristiche.
È proprio in nome dei principio di nazionalità che i patrioti di ogni tendenza, dai moderati ai rivoluzionari, rivendicano non solo il diritto, ma il dovere dell'Italia di unirsi in nazione indipendente eseguendo, cosi, il disegno provvidenziale: da Dio direttamente essi fanno scaturire il loro sogno risorgimentale. Questa derivazione divina della nazione non è propria soltanto dei sognatori e degli utopisti, ma anche degli uomini di scienza : non solo dell'apostolo Mazzini, ma anche del giurista Mancini. E la ragione è da ricercarsi nel momento storico in cui essi svolsero la propria attività: essi vivono in un periodo particolarmente drammatico, in cui la nazione alla quale appartengono comincia a svegliarsi dal torpore di secoli, comincia a prendere coscienza della propria situazione, comincia a cercare di allontanare il buio che l'ha sommersa per secoli
La Rivoluzione francese e l'Impero napoleonico hanno profondamente contribuito al formarsi di questi primi presentimenti di Patria, che poi vanno via via diventando sempre più fermi, sempre più coscienti, fino a divenire la certezza e la fede di un Mazzini o di un Mancini: quei trenta milioni di Fran-
1) MARIO ALBERTI NI, idea nazionale e ideati di unità supernazionali in Italia dot IBIS al 1918, in Nuove Questioni di Storia del Risorgimento e dell'Unità d'Italia, Como, Marzoraii, 1919, v. II, pp. 690-691.
2) GEORGES WBILL, L'Europe du XIX siede et l'idee de natUmattté Paris, Albln Michel, 1938, Introduzione al voi. I.