Rassegna storica del Risorgimento
MANCINI PASQUALE STANISLAO; MAZZINI GIUSEPPE; NAZIONE (CONCETTO
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1967
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Maria Assunta Mònaco
organizzare una mostra dell'industria italiana, mostra il desiderio di unire, per ora almeno tecnicamente) tutta la Penisola.
Moderato, quindi, il Mancini, nel senso più lato, insistendo egli, nomo di scienza, sulla necessità di scambi di idee e di cultura, per poter raggiungere quella unità morale, di cui, come di quella politica l'Italia era priva.1) I mode* rati, e tra essi il Mancini, si valgono dei progetti degli economisti italiani e tentano di ottenere dai propri governi tutto quello che può avvicinare materialmente i sudditi dei vari Stati italiani (uniformità dei codici civili e penali, delle leggi doganali, libertà di commercio), per farne scaturire una più viva comunanza morale.
Profondamente diversa questa concezione da quella mazziniana. Il Mazzini, partendo dal sentimento nazionale, ma senza preoccuparsi eccessivamente delle condizioni materiali e morali d'Italia, vuole far leva su questo per giungere all'unità e all'indipendenza mediante l'azione rivoluzionaria: egli vuol mettere a soqquadro non solo l'Italia, ma tutta la vecchia Europa, che secondo lui, è ormai agonizzante. 1 moderati, invece, muovono da una conoscenza profonda della situazione economica e civile dell'Italia e, chiedendo ai propri governi riforme atte a creare identità d'interessi fra i vari Stati della Penisola, giungono all'idea nazionale: essi vogliono giungere all'unità italiana senza rivoluzioni, pensano che dall'uniformità economica, civile e politica, sarebbe scaturita, in un tempo abbastanza breve, l'indipendenza nazionale.2)
Questo il carattere dell'attività manciniana prima del suo forzato trasferimento a Torino. Ma fama ben più grande e ben più vasta risonanza doveva venire all'avvocato irpino quando in un'aula universitaria, durante uno dei periodi più tormentati dell'unificazione italiana, la sua voce proclamava la nazionalità cardine del diritto internazionale, innalzandola da stato di... vaga aspirazione, di... generoso desiderio e tormento di eletti spiriti , alla dignità di un solenne e riconosciuto vero scientifico, di un concetto filosofico, di predicamento incontrastabile della ragione:3) innalzandola da sogno di apostoli, a primo vero del diritto.
Mancini è un giurista, il suo parlare non è rivolto alla popolazione, ma agli studenti dell'università; la sua teoria della nazionalità non è un grido di rivolta, ma una nuova base della scienza del diritto internazionale. La sua parola allarma, sì, l'Austria e Napoli, ma non sembra poi così pericolosa da doversene dare troppo pensiero; egli non è un sollevatore di folle, la sua dottrina può essere compresa solo dalle persone colte e non è tale da propagarsi per tutta la Penisola, essendo racchiusa in una prelezione universitaria: il suo raggio d'influenza non è quindi molto vasto.
A questo punto ci si può chiedere come mai Mazzini e Mancini mostrino nei loro scritti di non conoscersi affatto, pur vivendo nello stesso periodo e trattando dello stesso argomento: la teoria della nazionalità. Che Mazzini non conosca Mancini è cosa probabile. L'apostolo, infatti formò il suo bagaglio di cultura nei primi anni della giovinezza e, poi, esule dall'Italia, è possibilis*
x) Cfr. EMILIA MORELLI, Tre profili, Roma, Ed. dell'Ateneo, 1955.
3) Cfr, .RAFFAELE CiASCA, L'origine del * Programma per l'opinione nazionale battana* del 1847-'4B, Milano, Dante Alighieri, I9ló.
8) P. S. MATTONI, Saggi sulla Nazionalità (a cara di F. Lopez de Oliale), Roma, L'Airone 1944, li Bella Nazionalità come fondamento del diritto delle Genti, pp. 5-6.