Rassegna storica del Risorgimento

MANCINI PASQUALE STANISLAO; MAZZINI GIUSEPPE; NAZIONE (CONCETTO
anno <1967>   pagina <223>
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Mazzini e Mancini sitila nazionalità 223
tica. Egli stesso, al termine della sua vita, esule in un'Italia che non era la sua, in un'Italia unita materialmente, ma non spiritualmente, scriverà con amarezza della sua delusione: Questo non è che il fantasma, che la beffa dell'Italia e questo pensiero mi assilla come l'uomo incompleto del Frankenstein che chiede un'anima al suo creatore.1) L'apostolo Giuseppe Mazzini non è riuscito a conciliare l'Italia reale con la sua utopia ed è rimasto ancora attaccato a que­st'ultima: egli ha trascinato le folle dietro il suo splendido vessillo, ma ne è stato a sua volta travolto. Il giurista Mancini, invece, uomo di scienza, non si impiglia nel concetto utopistico di una nazione ideale e, dopo il 1870, si darà tutto all'opera di riorganizzazione della società internazionale , puntando sulla sua espressione: coesistenza delle nazionalità secondo le leggi del di­ritto , che aveva già fornito la base giuridica alla rivendicazione del diritto individuale delle nazioni nell'età del Risorgimento .2)
Anche il linguaggio denota una profonda differenza, malgrado le notevoli analogie. H linguaggio mazziniano è come un torrente in piena, ne possiede tutta la freschezza, tutta la irruenza, tutta l'incostanza: si passa da un tono tenero, pieno di una dolcezza malinconica, all'impeto dell'incitazione alla bat­taglia; dalla orgogliosa descrizione del passato glorioso d'Italia, all'invettiva, alla spietata descrizione della situazione presente; dall'enfasi gioiosa di fronte alle bellezze della natura della nostra Patria, al tono biblico ed ampolloso delle profezie. La sua parola è una musica, ne possiede tutte le sfumature, tutte le vibrazioni tutta la potenza suggestiva: è il linguaggio del poeta, che sgorga da un cuore grande e sincero, da un cuore sempre giovane.
Il linguaggio del Mancini è più scientifico, più freddo: è la parola del l'intelletto che fa scaturire da considerazioni varie il suo pensiero. Se talora la commozione del patriota vince il giurista, la sua parola diventa più lirica; ma l'attimo dopo l'uomo di scienza ha ripreso la penna.
Anche la scelta dei termini mostra la diversità sostanziale di tempera­mento fra i due nomini: Mancini usa sempre, rigorosamente la parola na­zione , Mazzini ora nazione , ora patria . Nazione è un sostantivo più concreto, più adatto, quindi, ad un sistema giuridico, patria ha un senso prevalentemente etico. È in nome della patria, non della nazione, che vengono compiute le imprese più audaci e più nobili, anche a rischio della vita. Pa­tria si può avvicinare di più, per il suo significato, al termine nazionalità , in quanto esprime, non tanto un concetto oggettivo, quanto una idea sogget­tiva : la patria è la nazione quale ciascuno di noi la sente; la patria è il luogo dove idealmente ci sentiamo uniti in un vincolo fraterno a coloro che ci hanno preceduto ed a coloro che ci seguiranno.
È proprio per questa particolare sfumatura di sentimentalismo, è proprio per una maggiore nota affettiva, che il Mazzini indulge sul termine patria , sul sentimento che essa può suscitare nel cuore dei popoli : La patria è la nostra casa: la casa che Dio ci ha data, ponendovi dentro una numerosa fa­miglia...;8) La patria è la terra dove dormono i vostri parenti, ove si parla la favella nella quale la donna del vostro core vi mormorava, arrossendo, la prima parola d'amore; è la casa che Dio v'ha data perch'ivi, operando e perfe-
i) 0ik, voi. XCI (Epistolario voi. LVIII), p. 202. -) ANTONIO DHOETTO, op. c, parte ITI, p. 163. *). MJL voi. XXV (Poi. voi. IX), p. 56.