Rassegna storica del Risorgimento
MANCINI PASQUALE STANISLAO; MAZZINI GIUSEPPE; NAZIONE (CONCETTO
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1967
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Morìa Assunta Monaco
lizzata . Finché questa sorgente di vita e di forze manca, finché essa non si sprigiona investendo tatti gli altri elementi della nazionalità, la multipla varietà di questi elementi manca di unità per cui le loro attive potenze non hanno un centro di moto e si consumano in disordinati e sterili sforzi >. La nazione è allora un corpo senz'anima, priva di vita sia interna, sia di relazione. 1) Come sórga questa coscienza, come cominci a farsi strada e poi via via diventi sempre più forte e radicata nelle menti, è un mistero che né Mancini, né Mazzini tentano di squarciare: ma la sua esistenza e la sua potenza è una certezza. È proprio in seguito alla coscienza della propria individualità che un popolo, dopo essersi accorto delle divisioni entro i confini della propria nazione, può giungere al desiderio, anzi al bisogno di unirsi: ecco scaturiti i concetti di libertà ed indipendenza.
-Sia Mazzini, sia Mancini combattono per la libertà interna ed esterna della nazione italiana: l'uno in particolare per essa e per ciascuna delle altre nazioni soggette, Faltro movendo da considerazioni più generali. Nell'apostolo è vivissimo il desiderio e la necessità della libertà, una libertà che non deve essere contaminata dall'aiuto dello straniero, una libertà conquistata col proprio sangue perché la libertà isterilisce rapidamente quando è commessa a mani d'esteri : sulla bandiera della rivoluzione che deve chiamare a raccolta tutto il popolo per cercare di migliorare il proprio destino, deve essere scritto Eguaglianza e libertà da un lato, dall'altro: Dio è con voi*.-)
E la libertà torna più e più volte negli scritti mazziniani, quale condizione essenziale per resistenza stessa della patria: Gli schiavi non hanno patria. Un popolo non libero è gente, ma non nazione .8) La patria è la casa dell'Uomo, non dello schiavo,4) Giuseppe Mazzini incita a sostituire alla Santa Alleanza del 1815, la Santa Alleanza dei Popoli, l'associazione dei credenti nell'Eguaglianza, nella Libertà, e nell'Amore,0) incita a sostituire all'alleanza dei sovrani, fondata sulla forza, l'alleanza delle nazioni, fondata sulla libertà e sul rispetto reciproco. Lo stesso concetto di libertà si ritrova in Mancini. Anche per il giurista napoletano la libertà si esplica nella duplice forma di libertà interna e di indipendenza da ogni ingerenza straniera, anche per lui la libertà è la base dei rapporti internazionali. Le nazioni sono unico argine al dispotismo d'un popolo come la libertà degli individui al dispotismo d'un uomo , ) afferma Mazzini; La nazionalità non è che la esplicazione collettiva della libertà ,7) ribadisce Mancini, e l'esercizio della libertà è un dovere quando una determinata linea d'azione si mostri necessaria all'umanità intera : in tal caso di scostarsi da quel cammino è perturbare l'ordine ed il progressivo sviluppo della grande famiglia umana secondo i destini provvidenziali. L'esercizio della libertà ha limite solo là dove la libertà di una nazione si scontri con la libertà delle altre.
In entrambi gli scrittori la libertà è un dato da conquistare, una aspira zione da concretare in realtà. Da ciò la concezione volontaristica della nazione:
i) Ibidem, p. 37.
2J S.E.t,, voi. II (Poi. voi. I), p. 174.
*) S.E.I., voi. XXXVIII (Poi. voi. XIII), p. 56.
) S.EJ* voi. LXIV (Poi. voi. XXII), p. 189.
E) SJJn voL XXXVIII (Poi. voi. XIII), p. 153.
éj S.EJ* voL XCH (Poi. voi. XXIX), pp. 153-154.
V P.S. MANCINI, OD. cfo, I, p. 39.