Rassegna storica del Risorgimento
MANCINI PASQUALE STANISLAO; MAZZINI GIUSEPPE; NAZIONE (CONCETTO
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1967
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Mazzini e Mancini sulla nazionalità
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L'Italia vuol essere , esclama con (orza Mazzini, il popolo vuol essere una famiglia: famiglia potente di vita collettiva, di bandiera propria, di leggi comuni, di nome, di gloria, di missione riconosciuta in Europa.1)
Anche i concetti di missione e di primato, che in Mazzini sono tanto solennemente e frequentemente proclamati in stretta connessione con il concetto stesso di nazione, sono presenti in Mancini, sebbene, nel sistema di quest'ai-timo, sono solamente intuiti: entrambi proclamano l'Italia detentrice dell'onore deH'iniziativa nel campo dei risorgimenti nazionali, ma certo in Mazzini la missione ed il primato italiano, sono concetti ripetuti per tutta la vita con ben maggiore forza e convinzione. Se Mancini, durante la sua attività di uomo politico, cercò di spingere il governo italiano ad una politica tendente a propugnare ed appoggiare il principio di nazionalità per sciogliere questioni di politica sia interna, sia estera come per la Convenzione di Settembre o per la Polonia 2) con ben maggiore audacia e con ben maggiore rischio, il Mazzini si curò addirittura delle nazionalità sorgenti, fondando associazioni segrete rivoluzionarie capaci di promuovere a risorgimento nazioni che non erano la sua.
Completamente sconoscilo a Mancini è il concetto di fine comune del but commuti, motivo schiettamente sansimoniano, tanto caro, invece, a Giuseppe Mazzini, che lo considera elemento sovrano ed essenziale della nazionalità: il fine comune è una delle espressioni, infatti, che lo accompagnano per tutta la vita. L'idea di nazione è, dunque, nei due patrioti, molto simile: entrambi considerano la nazione conformata dagli elementi materiali ad una vita comune, entrambi considerano essenziale e vitale per essa la coscienza, attraverso la quale soltanto si può pervenire alla volontà di "unire l'Italia in nazione libera ed indipendente.
Inoltre la nazione è, sia per Mazzini, sia per Mancini, un mezzo, non un fine: per entrambi il fine è costituito dall'Umanità; essi operano una con-illazione tra il cosmopolitismo, eredità del secolo precedente, e l'individualità nazionale, nuova conquista della corrente romantica. Sia Mazzini, sia Mancini affermano di differire dagli utopisti umanitari, riguardo ai mezzi, non al fine: professano le dottrine della Pace, dell'Unità della Specie, della Fra-tellanza de' Popoli, tendono alla perfettibilità indefinita del genere umano, quale ultimo termine pratico degli sforzi della civiltà, ma intendono raggiungere questi ideali mediante la divisione dell'umanità in nazioni.3) Solo mediante il concorso dei lavori particolari e delle risorse peculiari di ciascuna nazione, l'umanità può evolversi ed innalzarsi a vette morali e sociali sempre più elevate.
La patria è il punto d'appoggio dato alla leva che deve operare a prò' dell'umanità.4' Dio v'ha dato la patria per culla, l'umanità per madre;6) e questo binomio patria-umanità ritorna spesso negli scritti dell'apostolo, come tutte le idee madri del suo sistema. La nazione è, dunque, per Mazzini, un ente, secondo il rapporto individno-nazione-mnanità, di collegamento tra il
i) SJBJn voi. XXXVin (Poi. voi. XXII) p. 289.
2) P.S. MANCINI, Discorsi parlamentari, Roma, Tip. della Camera dèi Deputati, 1893, r. I, pp. 291-295; v. H, pp. 119-122. a) p.S. MANCINI, Saggi cif., li, p. 81. *) SMJ., voi. XXIX (Poi. voi. XIII), p. 214. o) .EJ.,vol. XXXVIII (Poi. voi. XHI), p. 179.