Rassegna storica del Risorgimento
MANCINI PASQUALE STANISLAO; MAZZINI GIUSEPPE; NAZIONE (CONCETTO
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1967
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Mariu Assunta Monaco
singolo individuo e l'umanità latta intera, è un mezzo, non un fine* uno strumento senza il quale non si può compiere il lavoro umanitario, è la culla del* l'uomo, non la madre, è uno dei corpi dell'esercito umano alla conquista del fine ultimo assegnalo da Dio, e la sua missione è una parte della missione universale.
Ma questa umanità, che sovrasta le singole patrie, cos'è nella concezione mazziniana? La nazione è definita o meglio descritta dall'apostolo, ma l'umanità è un sostantivo di cui non viene mai data un'interpretazione precisa. Il Mazzini ne dà solo una descrizione figurata: l'umanità è l'esercito, la madre, l'associazione delle patrie, il Verbo vivente di Dio . *) L'umanità è più che altro un prodotto del cuore generoso di Giuseppe Mazzini che, riunendo in un abbraccio fraterno tutti gli uomini della terra, comprende tutta l'umanità, evitando di rimanere impigliato nel concetto egoistico della nazione: Mazzini col trinomio individuo-nazione-umanità, cerca un superamento delle correnti di pensiero individualistico e cosmopolita, ambedue contrari al carattere dell'apostolo, l'imo per la sua teorica egoistica dei diritti, l'altro per la sua concezione dell'uomo cittadino del mondo, escludente il sacro concetto di patria. In realtà, poi, nella concretezza dell'azione politica, il Mazzini volgerà lo sguardo all'Europa, investendo con la sua azione rivoluzionaria soltanto questa relativamente piccola parte di umanità.
Per quanto riguarda il binomio patria-umanità, alcuni critici hanno voluto dare importanza, per me eccessiva, alle parole scritte dal Mazzini nei Doveri dell'uomo: la patria Sacra in oggi, sparirà forse un giorno, quando ogni uomo rifletterà nella propria coscienza la legge morale dell'umanità ,2) giungendo ad attribuire alla nazione mazziniana una realtà soltanto transitoria. Michele Saponaro, ad es., afferma che la patria gli era solo gradino per arrivare alla umanità 3) e Luigi Salvatorelli giudica chiara l'idea della patria nazionale come stadio transitorio accettato realisticamente . *)
Mazzini, in realtà, se giunse col pensiero allo svolgimento estremo della sua idea umanitaria, ponendola come fine del progresso umano e considerando la nazione soltanto mezzo, non pensò mai ad una reale sparizione delle varie patrie, che dovevano sì armonizzarsi nell'umanità, come le diverse note si armonizzano in un brano musicale, ma non confondersi l'ima nell'altra: le nazioni non sono necessarie per la divisione del lavoro? Non sono i vari corpi dell'esercito umano, ciascuno con il proprio compito nel piano generale della battaglia? E perché egb" doveva tanto combattere per la nazione italiana, polacca, greca,... se poi queste dovevano annullare i propri confini, le proprie caratteristiche, la propria missione nell'ambito umanitario? Ciascun popolo farà parte dell'umanità, ma verrà rispettato di esso il diritto alla nazionalità, alla propria spontaneità ed esistenza, perché se il dispotismo ha distrutto i popoli, la tirannide sola potrebbe assumersi di confonderli: la tirannide sola potrebbe immaginare di costrìngere in una sola combinazione i vari elementi, le proprietà caratteristiche, vitali, che derivano in ogni nazione dai suoi precedenti, dalla sua missione, dal suo stato morale e fisico. No , ribadisce
1) SJSX, voi. LXIX (Poi. voi. XXIV), p. 48.
2) Ibidem, p. 72.
8) MICHELE. SAPONAIO, Mazzini, in Mazzini oggi, Genova, A.ss, Mazz. It, 1947,
p. 197.
4) L- SALVATORELLI, op* dt, p. 223.