Rassegna storica del Risorgimento

MANCINI PASQUALE STANISLAO; MAZZINI GIUSEPPE; NAZIONE (CONCETTO
anno <1967>   pagina <231>
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Mazzini e Mancini sulla nazionalità
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con fermezza l'apostolo il fine comunque non dev'essere quello di confondere i popoli in onta a ciò che serbano di distinto: bensì d'affratellarli per quanto essi hanno di comune . ' >
La nazionalità dovrà, quindi, essere la base della lega fra i popoli, il segno, il posto di ciascuno di essi nel lavoro comune: Voi non potete com­pire il lavoro e rompere lo strumento... le nazioni non muoiono prima d'aver compita la loro missione . -'> Non è possibile falsare il carattere dell'epoca e cercare di cancellare ciò che Dio ha scritto, sopprimendo le nazionalità e strappando il sentimento di patria dal cuore dei popoli: sarebbe un far di* scendere a un livello uniforme di non so qual cosmopolitismo tutti gli esseri che Dio ha distribuiti in razze, a guisa di una scala per la quale l'umanità possa salire fino a lui : una nazionalità può morire soltanto dopo aver prò-dotto tutti i suoi frutti, giammai prima . Desiderando di sopprimerla anzi tempo, ritarderemmo soltanto quella organizzazione fraterna e pacifica alla quale aspiriamo . A> La possibilità dell'annullamento o morte delle nazioni appare negli scritti mazziniani, ma queste espressioni: sparirà forse un giorno , può morire dopo aver prodotto i suoi frutti, giammai prima , mo­strano lo scarso convincimento del Mazzini stesso di fronte a questa sua posi­zione estrema, rinnegata, per altro, con affermazioni ben più precise e decise: Dio ha scritto una linea del suo pensiero al di sopra d'ogni culla di popolo. Quella linea è la sua missione speciale. Cancellarla non è possibile: bisogna far sì che possa svolgersi liberamente, porla in armonia coll'altre, innalzar la na­zione al concetto dell'umanità. Ma l'umanità senza nazioni non può esistere. Il patto che deve stringere in alleanza le diverse famiglie umane non può essere segnato da soli individui.4)
Più oltre Mazzini afferma che chi sopprimesse la nazione, chiuderebbe ogni via all'incremento e al progresso ,6) perché senza patria, non è pos­sibile ordinamento alcuno dell'umanità. Senza popoli non può esistere alleanza di popoli. E questi popoli devono, a stringerla leale e durevole, essere liberi ed eguali, aver coscienza di sé, affermare la propria individualità e il proprio principio: essere insomma nazioni . Se, dunque, l'umanità è il fine-, la nazione è il mezzo ) senza 1 quale non ai può tentare di costituire l'uma­nità. Nel pensiero dì Giuseppe Mazzini nazione ed umanità sono ugualmente sacre; anzi, fu proprio nell'ambito nazionale, che il suo pensiero si concretò nell'azione: l'umanità resterà sempre una forma astratta, di cui la formula Dio è Dio e l'Umanità è il suo Profeta ce ne mostra il valore quasi esclu­sivamente morale. Le nazioni non debbono essere fini a se stesse, l'uomo deve mirare più in alto, a Dio e al compimento della sua legge, rivelataci grada­tamente attraverso la storia di tutto il genere umano.
La nazione, invece, ha un carattere ben più concreto, anche se alcune ma* nifestazioni di essa rimangono indefinite. Il concetto di missione, ad esempio, se è ribadito quale elemento di capitale importanza sia nella caratterizzazione della nazione, aia nella sua attività pratica, non è specificato: ogni nazione
3) SJSJ voi. il (Poi. voi. I), pp. 267-268.
2) SJ* voi. VU (Poi voi. V), p. 349.
3) , voL XXXVI (Poi. voi. XII), pp. 4547.
4) S.HJ-, voi LXII (Poi. voi. XXI), p. 52.
> SJBJ* voi. xcn (Poi. voi. xxix), p. aio.
) SJM, voi. XCIH (Poi. voi. XXX), p. 90.