Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE PADOVA 1866-1870; ELEZIONI POLITICHE IT
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1967
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238 Raffaele fàfgmi
rie, o almeno non sempre facilmente conciliabili, non potè cbe chiudersi in una prospettiva politico-statale, in una adesione incondizionata alla linea pie* montese , monarchica e costituzionale. La riunione della Venezia al regno d'Italia doveva realizzarsi mediante cessione pacifica come per un momento sembrò possibile, tra *60 e '61 o con una guerra regolare all'Austria ma senza pericolose impazienze, senza sommovimenti, senza guerra di popolo, senza rivoluzione .
L'atteggiamento della popolazione veneta verso l'ultima dominazione austriaca, specie dal '59 al '66, fu conseguente in sostanza a queste posizioni: caratterizzato da una passività tranquilla, ma pertinace , che senza opporsi direttamente all'azione del governo ne ritardava tuttavia sensibilmente gli effetti in tutte quelle cose ed oggetti che servir potessero a vieppiù consolidare la dominazione austriaca . Si trattava molto spesso d'un atteggiamento affatto spontaneo, e solo episodicamente di un movimento organizzato, ma così diffuso e compatto nelle sue aspirazioni unitarie e nella ripulsa del mezzo rivoluzionario che un funzionario della Delegazione bellunese non esitò a denunciare la presenza, in quella provincia, d'un forte partito riunionista conservatore .J' Definizione indovinata, poiché di rado questo partito si lasciò andare a manifestazioni clamorose o gravemente compromettenti nei confronti dell'autorità austriaca: come quando, alla fine del '59, molte congregazioni municipali inviavano al re Vittorio Emanuele degli indirizzi in cui chiedevano l'annessione al Piemonte costituzionale;s) o quando nel 1861, in occasione delle riforme costituzionali austriache, il tenace ostruzionismo delle congregazioni faceva fallire quasi completamente l'elezione di deputati veneti al Consiglio dell'Impero.8) La resistenza passiva dei Veneti non fu tale perciò. o almeno non lo fu essenzialmente per una presunta loro tiepidezza verso gli ideali nazionali; ma piuttosto fu la coerente espressione 6ul piano
teggia la figura e le idealità di Pietro Paleocapa, esponente tipico del liberalismo conservatore veneto.
1) LETTERIO BRICUGLIO, Le forze politiche legittimiste e moderate nel Veneto dopo V armistizio di ViUafranca (1859-1862), in AA. W., La crisi dell'impero austriaco dopo ViUafranca, Trieste, s.d. Ima 1959], pp. 317-330, e spec. p. 323, ove è citato un bollettino del delegato provinciale di Belluno in data 3 ottobre 1862. Il breve scritto del Briguglio è .uno dei; pochi che si occupino effettivamente e senza pregiudizi dello spirito pubblico dei Veneti nel perìodo successivo all'armistizio di Villa-franca Interamente nel solco della più tradizionale agiografia si muove, invece, la relazione di GIOVANNI QUARANTOTTI, L'opinione pubblica nel Veneto di fronte al problema unitario dal 1859 al 1866, in II movimento unitario nelle regioni d'India. Atti dal Convegno delle Deputazioni a Società di Storia Patria (Roma, 1961), Bari, 1963, pp. 139-162. Una trattazione esauriente è ora offerta dal recente volume di LETTERIO BRICOCLIO, Correnti politiche nel Veneto dopo ViUafranca (1859-1866), Roma, 1965.
2) CARLO TIVAROMI, L'Italia degli Italiani, H, Torino, 1896, pp. 459460. Anche la Congregazione municipale di Padova mandava al re un indirizzo analogo, datato 24 novembre 1859 e recante le firme del podestà Francesco De Lazara e dei componenti la Congregazione stessa.
8} e. TtVARoNi, op. cik, pp. 460461; CESAHE PACIONI, L'opposizione alle riforme costituzionali del 18004861, in AA.VV., La crisi delFlmpero austriaco cit., pp. 93-102, e la bibliografia ivi citala.