Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE PADOVA 1866-1870; ELEZIONI POLITICHE IT
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1967
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Elesioni e partiti a Padova 766-'7Q 241
del '64. col distacco di Sebastiano Tecchio: sol finire dello stesso anno il Comitato era di fatto ridotto a tre componenti, Cavalietto, Meneghini e Giusti-Tlian. Nelle elezioni del 15 gennaio 1865 aveva il sopravvento il Comitato di Milano fortemente influenzato dal Partito d'Azione e i tre superstiti non venivano rieletti. Il nuovo Comitato centrale, però, si trovò in una difficile posizione di isolamento, poiché, se da una parte voleva agire indipendentemente dal governo, dall'altra esso non aveva la fiducia dei Comitati segreti: e finì per occuparsi quasi esclusivamente della tutela economica e sociale degli emigrati. ' *
11 Cavalletto, benché estromesso dal Comitato centrale, continuò a svolgere con i suoi seguaci un ruolo direttivo. Collaboratore dell'Ufficio d'informazioni a Piacenza durante la campagna militare del 1866, egli poteva contare su una rete di informatori nei Veneto che aveva un importante centro in Padova con Ferdinando Coletti, il quale era a sua volta in contatto col Maluta a Brescia. Come si vede, lo schema organizzativo poteva aprire buone possibilità all'iniziativa italiana, ma in concreto il contributo dei Comitati segreti fini con l'essere quasi irrilevante, per il concorrere di circostanze di vario genere: l'imperfetta organizzazione, la brevità della campagna militare, e l'apatia, la sfiducia, la paura della popolazione. Tutte cose che non erano sfuggite al Cavalletto quando qualche tempo prima, a proposito d'una raccolta di denaro nel Veneto che evidentemente non rispondeva alle sue speranze, scriveva al Maluta: Le dico il vero che sono fastidito e nauseato dal contegno gretto che finora mantiene la classe sedicente distinta e ricca dei nostri paesi;2) o quando, più tardi, rivolgeva aspre crìtiche al comitato di Verona, dove il servizio informazioni non avrebbe funzionato rendendo così possibile la sorpresa austriaca a Custoza.
Maggior fortuna poteva forse avere l'iniziativa dei democratici che nell'imminenza della guerra con l'Austria, ebbe stavolta anche l'appoggio dei moderati *) se la fine della guerra non fosse sopraggiunta dopo Sadowa con tanta celerità. Così le bande armate di fuorusciti, disertori e volontari, organizzate da Carlo Tivaroni zaratino, ma residente a Padova e dal trevigiano Carlo Vittorelli, che avrebbero potuto rappresentare il contributo dei Veneti alla guerra di liberazione, dovettero limitarsi a qualche piccolo scontro con gli Austriaci sui monti del Cadore. *)
Dopo Sadowa, la ritirata austriaca dalle Provincie venete salvo il Quadri* latero ne rendeva possibile la pacifica occupazione da parte italiana; mentre terminava la vera e propria guerra guerreggiata, e vi si sostituiva un serrato gioco diplomatico che si sarebbe concluso solo nell'ottobre successivo.
2. > A Padova, città moderata per ideologia e per costume, il contegno della popolazione nel repentino passaggio dall'oppressione alla libertà fu nobile, tranquillo, senza *fogo di aspettate vendette e segnò per Padova una
*) G. SOMTHO, / Comitati segreti < it., pp. 238-242. 2) C. SOLITIMI, / Comitati segreti rit.. p. 263 n.
8) G. Sottrae, / Veneti dt., pp. 1443 e *gg. Lo afferma anche ano dei massimi organizzai ori delle bande: CARLO TIVARONI, Le elezioni politiche del Veneto nel
1874, Padova, 1874, p. 4.
4) G. SOLITIMI. / Veneti eiu pp. 1452-1433 gg.; CARLO TIVARONI-CARLO VITTORELLI, Sulle bande armate del Veneto, sezione Cadore. Relazione, Milano, 1866.