Rassegna storica del Risorgimento

ELEZIONI AMMINISTRATIVE PADOVA 1866-1870; ELEZIONI POLITICHE IT
anno <1967>   pagina <242>
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242 Raffaele Vergani
pagina altamente onorevole. ') In altri termini il mutamento di regime, pur desiderato e atteso, come non era elato preceduto, così non fu accompagnato nella cittadinanza dalla manifestazione di grandi passioni politiche. Ciò non vuol dire che regnasse sovrana la concordia: che anzi i contrasti c'erano, non tanto tra i moderati e i pochi democratici, quanto all'interno dello stesso schie­ramento moderato, e non avrebbero lardato a venire alla luce.
Le scuole della classe dirigente patavina erano state, negli anni della dominazione austriaca, la pubblica amministrazione,2* il Comitato segreto e talune istituzioni a carattere locale. II Gabinetto di Lettura, circolo culturale sorto nel 1830 sotto lo stretto controllo austriaco, aveva contribuito con la cir­colazione di libri e riviste alla diffusione delle nuove idee e, gradualmente, era divenuto un centro di riferimento dei ceti intellettuali e della possidenza sulla base di un vago liberalismo. Un diffuso interesse per le questioni economiche locali aveva portato alla fondazione, nel 1846, della Società d'Incoraggiamento per la provincia di Padova, in stretta collaborazione con il Gabinetto di Lettura : la Società si proponeva di stimolare lo sviluppo agricolo, industriale e commer­ciale della provincia attraverso corsi gratuiti, conferenze, pubblicazione di libri e periodici come II Raccoglitore, rivista di interessi agricoli e concorsi a premio per quegli operatori che si fossero distinti in qualche attività del genere. Idealità liberali e precisi interessi economici della possidenza veni­vano così a fondersi in un programma economicamente dinamico ma social­mente conservatore.
I Comitati segreti, che formalmente facevano capo a un Comitato centrale nazionale in Venezia, avevano il loro centro effettivo in Padova e riconoscevano come capo il dott. Ferdinando Coletti.8) Questi dirigeva insieme al prof. Ne-
1) GIUSEPPE SOLITRO, La società di cultura e di incoraggiamento in Padova nel suo primo centenario (Un secolo di vita padovana), MDCCCXXX-MCMXXX, Padova, 1930, p. 74.
2) Negli annuari del Regno lombardo-veneto, e fino al '66, sono infiniti i nomi di Italiani nei medi e bassi uffici, e anche in taluni alti uffici, in ogni branca dell'amministrazione... (E. SESTÀN, art. cil pp. 71 e sgg.). La resistenza passiva non vietava ai suoi adepti questo tipo di partecipazione; e quelli, in molti casi, se n'erano avvalsi per estendere la propria influenza, per conquistare dall'interno l'organismo amministrativo specie a livello locale e predisporre così un pro­prio monopolio di potere che difficilmente, dopo la liberazione, si sarebbe potuto mettere in discussione. I resistenti attivi, gli emigrati, erano estranei a questo pro­cesso, e non può sorprendere che essi, al loro ritorno nel 1866, (ossero guardati con sospetto come elementi potenzialmente perturbatori.
) GIUSEPPE SOLITRO, Padova nei primi mesi della sua liberazione (12 luglio-23 ottobre 1866), in AA.W., L'ultima dominazione austriaca e la liberazione del Veneto nel 1866. Memorie, Chioggfa, 1916, p. 384. Sul Coletti, v. C>. SOMTRO, 1 Comitati segreti cit., pp. 243 sgg., e dello stesso autore, La società di cultura cit., ad nomen. Laureato in medicina e assistente di patologia generale a Padova dopo il 184S il Coletti fu uno dei membri più eminenti del Gabinetto di Lettura di cui fu anche coprcsidcnte, dal 1861 al 1873. Patriota secondo il Solitro energico e operoso, partecipava nel '48 al Governo provvisorio dipartimentale di Padova, quindi, avan­zando gli Austriaci, nei primi mesi del *49 passò a Venezia. Tornato a Padova, rifiutò un posto di supplente all'Università per non fare atto d'ossequio al governa tore di Venezia. Dopo la liberazione fu nominato professore ordinario, e fu per molti anni a Padova uno dogli esponenti più autorevoli dello consorteria >, cioè della oligarchia liberalmoderala.