Rassegna storica del Risorgimento
ELEZIONI AMMINISTRATIVE PADOVA 1866-1870; ELEZIONI POLITICHE IT
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1967
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244 Raffaele Vargani
con l'assenso austrìaco e strettamente sorvegliata, essa non si occupava propriamente di politica: ma si limitava per forza di cose a trattare ispirandosi a un canto e incolore liberalismo questioni amministrative, economiche e statistiche della città e della provincia. Malgrado questo suo apparente disimpegno essa era di fatto organo del patriottismo cittadino e i suoi redattori, come... erano soci del Gabinetto di Lettura e della Società d'Incoraggiamento, cosi erano nel contempo aggregati a quei Comitati segreti che rappresentavano l'opposizione alla dominazione austriaca. Ma ora interessano soprattutto talune posizioni di questi redattori, là dove essi affermano che comprimere la autonomia amministrativa dei comuni per attirarne tutti gli interessi ad un potere centrale, è un rinchiudere una fittizia nazionalità entro la cerchia d'una metropoli... [Il nostro paese] non sarà veramente prosperoso mai se non quando, lasciate libertà ai comuni di reggere da sé gli speciali loro interessi, il potere centrale si limiti ad esserne robusta difesa e non già fune o catena . 2) L'istanza autonomistica è qui nettissima, e sembrerebbe avvicinare i moderati patavini al federalismo conservatore del Jacini o del Ponza di S. Martino. Essa apparirà in termini analoghi anche nel programma della prima associazione politica dopo la liberazione, il Circolo Popolare.
A padova, dopo l'arrivo delle armi italiane, il nuovo assetto amministrativo si affermava senza scosse. Il 14 luglio 1866 la congregazione municipale si costituiva in Giunta governativa provvisoria sotto la presidenza del conte Francesco De Lazara, podestà dal 1857. Il giorno successivo venivano associate alla Giunta altre personalità tra cui il conte Pietro Venier e il vice-delegato provinciale Pietro Giberti, che veniva quindi nominato dirigente della delegazione provinciale.3) La Giunta provvisoria reggeva la città fino all'arrivo del commissario del re Gioacchino Pepoli (23 luglio), quindi si scioglieva riprendendo le normali funzioni amministrative.
Il 28 luglio 1866, in una solenne seduta della congregazione municipale, veniva conferita ad Alberto Cavalletto4) una medaglia d'oro con questa motivazione: Membro attivissimo del Comitato pei Veneti a Torino, padre di tutti i nostri figli che partirono per le nazionali battaglie, oggi, che vede realizzato il sospiro dei suoi giovani anni, povero e incanutito nella sventura ritorna fra noi. A tanto cittadino, che ricorda antiche virtù, deve Padova un tributo di riconoscenza e di amore >.5* Economicamente il Cavalletto tornava rovinato e senza lavoro. Il Pepoli gli offerse subito il posto di ingegnere capo delle pubbliche costruzioni, ma egli rifiutò per non parere di sfruttare le proprie benemerenze patriottiche. Più tardi nel gennaio del '67 rientrò normalmente nei ruoli come ingegnere del Genio civile attività che aveva svolto a Padova parecchi anni prima, fino al 1852 e si occupò con competenza di lavori idraulici. Egli fu senza dubbio una delle maggiori personalità del Risor
ta 0. SOLITILO, La società ài cultura u., pp. 147-148.
2} Programma, allegato a ti Comune, 15 luglio 1864.
*) A. S. P PREFETTURA, basta 847 {Affari politici): verbale in data 15 luglio 1866. M.C.P., BJ*. 2457: ANDREA GLORIA, Cronaca di Padova scrìtta da A. G. Archivista e Bibliotecario Municipale (ma.), e. 52 v.
4) SERGIO CULLA, Alberto Cavalletto patriota e politico, in Archivio Veneto, 1953, pp. 70-108; Alberto Cavalletto tra Destra a Sinistra (1876-1884), in Nova Histo-ria, gennaio-aprile 1961, pp. 41-5
6) S. CELLA, Alberto Cavalletto patriota e politico, nix,, p. 95.